AD AUGUSTO........

"E' difficile sai, pensarti così lontano
da quella volontà solo terrena
di credere che il tutto sia spazio, tempo, materia
Sono queste le cose che fanno della vita un gran carcere
e l'evasione più dolce rimarrà sempre la tua ...
Ciao, grande Augusto
Maestro di vita, compagno di mille viaggi.
L'averti saputo amico ci farà scontare pene meno amare ..."

 

                                                                  Beppe, Cico, Daniele, Elisa

AUGUSTO DAOLIO è nato a NOVELLARA il 18 febbraio 1947

Come ebbe a scrivere"....nel cuore della notte'mentre freddo e brina duellavano con rami secchi di pioppi e tigli".
A sedici anni iniziò la sua avventura musicale con il complesso dei Nomadi, attività che per lui fu fin agli ultimi momenti della sua vita,essenziale e per la quale il suo impegno era stato totale.
L'attività di Augusto e del complesso di cui era il leader carismatico ha segnato un'epoca e per tanti giovani degli anni '60 e 70' le loro canzoni furono una bandiera.
Non solo perche' denunciavano il grande disagio di una gioventù che si sentiva testimone occulta dell'olocausto e che viveva il malessere di una società in crisi d'identità,ma anche perchè contestavano l'impostazione di un costume religioso che si reggeva sull'ipocrisia e sul perbenismo. Anche se quei giovani ormai sono diventati padri, quelle canzoni continuano a vivere nei nostri cuori,e l'amore per queste è stato trasmesso ai loro figli. Questo a dimostrare che, quando le grandi tematiche della vita diventano un "sentire comune" ,non esiste un salto generazionale.

La personalità tenera e al tempo stesso debordante di Augusto segna nel profondo il destino dei Nomadi. La sua voce unica, leggermente nasale ma capace di mille inflessioni, il suo modo di stare sul palco, la sua capacità di trascinare il pubblico, ne fanno fin da subito una sorta di bandiera, nonchè il simbolo e l'anima del complesso.
Anche la sua vena creativa non è seconda a nessuno. Autore di testi bellissimi, poi diventati capisaldi del vasto repertorio dei Nomadi, i suoi inni, le sue invenzioni poetiche sono fondamentali per tutte le generazioni. 

La pittura, altro suo grande impegno artistico non è mai stata un' attività subalterna a quella musicale ed era frutto delle sue capacità naturali ed istintive. La sua" maniera" di disegnare e dipingere non era schiava di un metodo,così come quella di comportarsi.
Tutto quello che Augusto presentava era sempre e comunque ben radicato nella natura, madre e ancella di tutte le cose. La fantasia guidava la sua mano alla ricerca di un mondo surreale e magico. Amava molto dire:"....mi interessa l'aspetto magico e segreto delle cose,gli enigmi,le illusioni delle ombre". Questa attività lo hanno portato a girare il mondo e, nonostante il profondo legame con la sua terra d'origine, era un cosmopolita o meglio:"un uomo del mondo, un uomo del mio tempo ,ma anche un uomo antico". Era un autodidatta,pieno di curiosità e di una carica vitale che gli permisero di godere di un'intensa se pur breve attività artistica. Il vuoto che ha lasciato è incolmabile,e lo testimoniano le migliaia di persone che percorrono lunghe distanze solo per un saluto o per respirare le atmosfere a lui care.
Il rapporto con il suo pubblico è stato sempre stupendo. Augusto non si è mai considerato un grande "divo", amava stare con la gente comune, con i fans, o meglio, gli amici che accorrevano numerosi ai vari concerti. Una delle sue doti principali era proprio la semplicità.
La sua compagna di sempre è Rosanna Fantuzzi che dopo la morte del cantante fonderà l'
"Associazione Augusto per la vita"  con l'intento di raccogliere fondi per incentivare la ricerca e la lotta contro il cancro.

( Parte di questo testo é stato scritto in occasione dell'inaugurazione del parco pubblico"Augusto Daolio"nel comune di Trivignano (TV) )

Ogni anno a Novellara ,nella ricorrenza della nascita e in occasione di Nomadincontro, viene asssegnato il TRIBUTO AUGUSTO DAOLIO per la canzone italiana di contenuto sociale.

 

 

Sono stato fortunato: ho incontrato la musica,

ho incontrato la poesia,

ho incontrato l'arte,

ho incontrato le parole.

Voglio dire che non ho cercato niente."

                                                                         Augusto Daolio

 

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Se canti solo con la voce, prima o poi dovrai tacere......

canta con il cuore, affinchè non dovrai mai tacere" 

Augusto Daolio

 

Per te amico mio
che della vita assaporavi il gusto
e nei sogni cullavi la tua poesia,
quando nella chiara aurora
gli echi della notte
si perdevano nel sole.

Per te amico mio
che del vento ascoltavi la voce
e con le stelle dipingevi i tuoi sorrisi,

quando la tua voce calda
vibrava nelle foglie
e faceva palpitare i cuori.

Per te amico mio
che della musica coglievi la carezza
e nel mare affogavi la tua gioia,
quando nell'aria una farfalla
volava su di te
e ti riempiva di colore.

Per te
dolce Poeta e magico Pittore
che hai regalato al mondo
gemme di splendore
e sogni da sognare.

Ezio  ( Mezzenile - Valli di Lanzo)

 

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" E' IMPORTANTE SAPER NUOTARE CONTROCORRENTE, SAPER ANDARE CONTRO VENTO. PER QUESTO CANTO AD OGNI SPETTACOLO FINO A NON AVERE PIU' VOCE. PER DIRE NO AI CONDIZIONAMENTI DI QUESTA SPORCA SOCIETA', DIRE NO AI LUOGHI COMUNI, AI DESTINI SEGNATI, A QUELLO CHE ALTRI, PIU' POTENTI DI NOI, HANNO GIA' DECISO . . . ".
Augusto Daolio

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Hai regalato EMOZIONI con le tue MAGICHE canzoni, ora da lassù nel cielo,veglia su tutti noi,aiuta ad asciugare le lacrime e le ferite di questo meraviglioso popolo nomade,aiutaci ad affrontare i difficili momenti che la vita ogni giorno ci "offre".Viva rimane la tua anima su questa Terra..che grazie alle tue meravigliose canzoni e musica il ricordo di Te è sempre Vivo Ovunque tu sia salutami le stelle ciao Ago..SEMPRE NOMADI

Carla

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"Quando non ho voglia di disegnare ho voglia di scrivere, quando non ho
voglia di scrivere e non ho voglia di disegnare ho voglia di viaggiare."

(Augusto Daolio)


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 Per sempre Nomadi ..... 

Autografo di Augusto


           “7.10.1992 Ciao Augusto e grazie di tutto...”

Proprio in questi giorni è ricorso il 9° anniversario della scomparsa di Augusto.
Una biografia ufficiale che contempli la natura poliedrica dell’attività artistica di Augusto non è mai stata scritta e lui stesso si è sempre dimostrato restio ad ingabbiare in date, luoghi ed azioni quello che per  definizione sua è sempre stato un prodotto del suo istinto, della sua grande curiosità per il mondo.
Noi vogliamo ricordarlo riportando l’ultima breve e semplice biografia che lui stesso ha scritto nel  Marzo 1991: “Sono nato il 18 Febbraio 1947 a Novellara di Reggio Emilia, nel cuore della notte mentre freddo e brina duellavano con rami secchi di pioppi e tigli. Sono nato al caldo e mi hanno chiamato Augusto come un nonno che non ho mai conosciuto. Il cognome Daolio mi è stato dato da un uomo semplice e a suo modo dolce e complice. Dall’età di 16 anni canto in un gruppo che si chiama “Nomadi”, scrivo canzoni e giro il mondo.
C’è un altro mondo dentro di me che racconto con il disegno e la pittura, lo faccio da parecchi anni e alberi, rocce, cieli, lune, ombre e altro popolano questi miei racconti. Ho esposto in giro per l’Italia, ho illustrato dischi, libri, cartoline, manifesti. Non disegno per riempire un vuoto ma per vuotare un pieno che è dentro di me e preme. Una specie di confessione, prima ad uno spazio bianco, poi ad occhi che guarderanno.
Ho lo studio a Novellara in via De Amicis, il numero credo sia il 44, non ho il telefono ma montagne di libri e di oggetti.
Le notti invernali nella bassa hanno ancora il profumo delle mele sull’armadio”......

Augusto Daolio 1991

Ciao Augusto e grazie di tutto...... “Vagabondi della Mole”

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RICORDANDO AUGUSTO

"Com'è incredibilmente bello ed eccitante essere lì sul palco
ed avere una storia da raccontare,
avere davanti tante facce, cervelli e cuori che sono lì per te.
Canzoni vecchie, canzoni nuove, canzoni di sempre,
fatte per sognare, per vivere, per sperare
o anche solo per non pensare troppo alla faccia dura della realtà.
Con le canzoni che raccontano storie ed emozioni
riesco a dare sfogo alla mia voglia di essere nel mondo,
di dare un contributo alla crescita
anche attraverso il divertimento puro del ritmo e delle note musicali".

Augusto Daolio

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Subject: Re: [Nomadi] Per i "più anziani": raccontatemi Augusto
(tratto da internet)

I racconti si iniziano sempre con la frase "c'era una volta" ma per parlarti di Augusto non si può usare questa frase. Augusto non appartiene al passato, appartiene al presente, al futuro, è in ogni angolo della vita di tutti i giorni con i suoi pensieri, le sue parole, con il suo modo di vivere da persona semplice che ha fatto si che la sua memoria diventasse parte del pensiero e della vita di tante persone che accanto alla sua figura hanno costruito un punto di riferimento a cui rivolgersi in tanti momenti della vita belli e brutti.
Le sue sensazioni trasmesse da un palco spoglio, senza luci stroboscopiche o fari illuminanti, con la musica semplice e pulita a far da sottofondo alle sue parole si trasmettono ancora oggi ogni qualvolta la sua voce si alza da un amplificatore di uno stereo delle case di chi lo ha amato e lo ama ancora oggi.
Il tempo in cui io l' ho scoperto erano anni bui per la società e per il pensiero dei giovani, erano anni in cui ideali e valori erano sommersi dalla folle corsa alle cose stolte e stupide che la vita consumistica ti offre, erano anni in cui parlare di amore per la vita semplice era considerato essere fuori da ogni moda e da ogni regola sociale.
Io li ho iniziato ad amarlo, contro tutto e contro tutti, ricordo i miei amici che mi prendevano in giro perché dal mio piccolo giradischi usciva solo la musica dei nomadi, ma io crescevo con i suoi ideali, con le sue parole e dentro di me cresceva una coscienza fatta di rispetto e di amore per il pensiero del prossimo, anche se questo era contrario al mio purchè ne fosse rispettoso. Da lui ho imparato a dire che quello che sentivo, a gioire delle piccole cose della vita, a far si che una notte solitaria si potesse trasformare in un momento di crescita interiore, un momento in cui arricchire la mia anima di cose nuove, positive e vere.
La prima volta che sono andato ad un suo concerto ero emozionantissimo e molto giovane, il luogo del concerto era troppo grande per i Nomadi e risultava praticamente deserto, pochissima gente. Così pensai: sarà un concerto bruttissimo? E invece lui uscì sul palco e cantò come se avesse davanti 50.000 persone con una carica incredibile, con la sua barba sudata che sprizzava energia e voglia di comunicare con il popolo nomade, che non era il suo popolo ma un popolo di cui lui faceva parte.
Ricordo che cantò canzoni stupende, da "La collina" a "Per fare un uomo", da "Naracauli" a "Joe Mitraglia" erano canzoni vestite praticamente di nulla, non c'erano arrangiamenti nelle canzoni, c'era solo la sua voce, ma questo noi lo sapevamo, noi volevamo solo la sua voce.
E fra una canzone e l'altra ci parlava con la sua parlata fatta di pause, di ricerche di parole che mai gli venivano di getto, era una persona che comunicava parlando come si fa con un amico al bar, non c'erano cose preparate, neanche la scaletta lo era.
Se gli chiedevi una canzone lui, se la ricordava, in qualche modo te la cantava.
Da quel giorno l'ho seguito in tantissimi concerti, ho visto piazze vuote e piazze strapiene sotto il palco ma Augusto era sempre lo stesso, non cercava nulla dal palco cercava solo di comunicare con la gente.
Non lanciava proclami, non faceva monologhi, lui parlava con la gente nomade come lui.
L'ho conosciuto personalmente ad un concerto, non gli ho chiesto l'autografo perché non mi interessava la sua firma, non mi sono emozionato ad incontrarlo, l'ho incontrato come si incontra un amico, abbiamo parlato del più e del meno e sullo sfondo del mio pc c'è sempre la nostra foto scattata da una persona che sarebbe poi diventata per un grosso pezzo della mia vita la persona più importante per me, persona conosciuta proprio a quel concerto.
Lo ricordo ad un concerto a Narni strapieno di gente, era appena uscito "Gente come noi" e il successo stava affiorando nuovamente, cantò per più di 4 ore e la sua voce alla fine era come durante la prima canzone.
Augusto cantava 4 ore di seguito senza sforzo, non era un cantante impostato, era uno che cantava di getto, con il cuore e basta, si dimenticava sempre le parole delle canzoni, attaccava canzoni che il resto del gruppo neanche ricordava senza avvertire, una volta gli misi sotto il naso un registratore, lui mi disse al microfono: " Non puoi registrarmi, sarebbe vietato, ma non provare a spegnerlo!!!?"
Quella cassetta è tenuta gelosamente sotto chiave e ogni tanto la metto nello stereo e l'ascolto, ne esiste una sola copia in giro per il mondo, chissà dove è finita ormai, ma l' originale è nella mia bacheca ed è una delle cose più importanti che ho.
Per farlo smettere di cantare bisognava staccargli la spina dell'amplificatore, ma lui cantava ugualmente senza microfono.
Lo ricordo al teatro tenda di Firenze ormai malato con la sua maglietta a righe bianco e rossa cantare per ore con la sua barba ormai troppo lunga e il suo fisico notevolmente appesantito, lo ricordo con la sua chitarra nera che strimpellava appena, con la sua asta rosa, e con quella voglia di parlarti sempre presente.
Il giorno che morì lo ricordo ancora, ero sotto la doccia e mia madre mi chiamò per dirmi di correre a vedere il telegiornale, fu bruttissimo. Un pezzo di me era andato via, ho amato tante canzoni da lui cantate, tante canzoni le ho fatte mie e le suono con i miei amici, ma quando ho voglia di Nomadi metto i suoi cd e lo ascolto.
In casa mia c'è un suo ritratto appeso al muro, il giorno che i nuovi Nomadi sono andati al "Roxy bar" per lo special con cui tornavano a cantare e suonare ho provato sensazioni strane, non sapevo se era giusto continuare.
Augusto era i NOMADI, Augusto è per me ancora i NOMADI, oggi sono contento che abbiano continuato perché hanno portato avanti la sua memoria, ma un pezzo enorme di me è andato via con lui, è strano come puoi chiamare amico qualcuno che neanche conosci di persona.
Una cosa penso, è morto giovane ma penso abbia vissuto tantissimo per intensità e ha lasciato un segno che niente potrà cancellare.
Personalmente oggi cerco altre cose dai Nomadi perché penso che debbano essere differenti da quelli di Augusto, quindi cerco più tecnica, più musica perché niente e nessuno può dare quello che lui dava da un palco e non è una provocazione, è solo quello che sento.
O forse continuo ad andare ai concerti dei Nomadi solo perché non riesco ad accettare che il tempo sia passato e che il destino mi abbia portato via Augusto e tante altre persone che identifico con lui per associazione di luoghi, tempo e sensazioni.
Mentre scrivo lo sto ascoltando, ho deciso di non scrivere più in ML su cose riguardanti i Nomadi di oggi perché le mie sensazioni sono troppo lontane da quelle di tutti voi e possono quindi sembrare fuori luogo, ma parlare di Augusto è troppo bello.
Ti ringrazio Guido per avermene dato la possibilità, ma forse parlando di lui ti ho parlato di me, non so, spero che questa mail te lo abbia fatto un pò conoscere attraverso le mie sensazioni.


Ciao Franz

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Per sempre Nomade!!
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