CASALROMANO  1999

Con mia mamma, partiamo la mattina: ho voglia di vedere i Nomadi, ma non sono entusiasta come al solito. So che molto probabilmente dovrò stare nel lato riservato ai disabili, e, per mia esperienza, so che vedere da seduta il concerto è abbastanza deprimente. Durante il viaggio suona il telefono: sono due mie amiche di Sorrento e d’Atri, e mi dicono che hanno il posto in prima fila e che io posso stare con loro. Non ci posso credere! Loro sono lì da Giovedì, e so che qualcuno è partito addirittura una settimana prima! Quando arrivo vado subito da loro: effettivamente il posto c’è, ma è piccolo, non sappiamo se riusciremo a stare tutte tre davanti, ma Marianna, la ragazza di Sorrento, mi dice: "Non ti preoccupare, al limite scalo io in seconda fila, l’importante è che ci sia posto per te". Rimango senza parole: lei era lì da due giorni ed era disposta a cedermi il posto! Capisco che questo è il puro e semplice Spirito Nomade! Alla fine il posto ci sarà per tutte tre, e per di più potremo seguire il concerto proprio in una posizione centralissima. Durante le prove riusciamo a salutare i Nomadi, in particolare il nostro Sergio, che appena mi vede mi corre incontro, e al quale mia mamma regala la cioccolata (gliene darà un’altra dopo il concerto), che Sergio considera un potente antidepressivo, tanto che ci dice: "Quando la vedo, mi viene da ridere!". Prima dei Nomadi suona un gruppo messicano, e poi, finalmente ecco arrivare i Nomadi, che aprono il concerto con tre canzoni "esplosive": "Atomica cinese", "32° parallelo" e "C’è un re". Per il resto la scaletta non è cambiata moltissimo, tranne che per l’immissione, tanto promessa, di "Voglio ridere" e per le nuove versioni de "I miei anni" e "Abbi cura di te", in cui i Nomadi sono affiancati da dei coristi. Il momento più emozionante della serata è quando Danilo ci dice che, per questioni tecniche (a Casalromano è stato girato il nuovo video) devono ripetere "20 de Abril". Sergio parte con il pezzo musicale ed ecco arrivare Danilo con la torta e con le candeline: era il compleanno di Sergio! Emozionatissimo, Sergio spegne le candeline, e tutti noi intoniamo "Tanti auguri a te". Il concerto prosegue e si conclude con l’immancabile "Io vagabondo". Dopo il concerto salutiamo ancora tutti i Nomadi: a Sergio, intento a mangiare una torta di compleanno mezza rovinata perché è stata calpestata, promettiamo che il giorno dopo, a Cuneo, gli porteremo il nostro regalo. Ma questa è un’altra storia!

                                                                                                                     Valeria Carletti

 

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