31-12-2002 CEREA
"CONCERTO DI CAPODANNO"
Tratto da "L'arena" - Giovedì 2 Gennaio 2003
Il complesso emiliano si è esibito per un pubblico di ogni età
che ha ascoltato i vecchi successi e i brani dell'ultimo album.
I Nomadi mettono tenda a Cerea
Fans scatenati: alla terza canzone fanno coro coi loro beniamini.
Danilo Sacco dice di saper cantare anche senza voce, Beppe Carletti si augura
altri vent'anni di concerti, Daniele Campani spera di trovare sempre il calore
del suo pubblico. Un'ora prima del concerto è questo l'umore dei Nomadi
nel backstage: un entusiasmo per salire sul palco venuto più dalle strette
di mano degli amici che dall'orgoglio di essere un mito musicale con 40 anni
di carriera alle spalle. Ad aspettare la band emiliana per il "Veglionissimo
Nomade" all'Expo' di Cerea ci sono 3000 fans. Mentre l'organizzazione anticipa
che si sta pensando di ripetere questo raduno ogni ultimo dell'anno, Beppe e
i suoi esprimono le loro attese per il 2003. A Sacco e Campani piacciono le
emozioni vere, non quelle provate davanti alle telecamere delle serate di Fiorello
e Morandi ma davanti agli occhi lucidi degli amici seduti tra le prime file
di fronte al palco. Anche a Beppe il 2003 regalerà gioia soprattutto
nei concerti. Nel suo album personale mette anche le nuove esperienze che lo
attendono. "Sono pronto", dice, "ad andare in vacanza, che per
me significa andare a controllare i nostri progetti di solidarietà nel
mondo: presto sarò in Vietnam, Cambogia e Thailandia". Poi le altre
soddisfazioni: "L'ultimo album ha vinto il disco di platino. Meglio di
così non si poteva. Siamo orgogliosi di festeggiare poi il 40° compleanno
a Novellara (cominciarono l'attività nel 1963 con concerti in varie balere
e feste popolari nei locali della pianura padana, tra i quali anche l'Ideal
di Cerea, ndr ). Presto uscirà una raccolta di best, in doppio cd, con
due inediti dei quali manca solo il titolo". I Nomadi sbirciano tra le
quinte e vedono una folla di giovani ad attenderli. "C'è anche la
nuova generazione", conclude Danilo, "perché la nostra ricerca
musicale non si è fermata e ai ragazzi piacciono sia le vecchie che le
nuove canzoni. Neanche gli argomenti dei testi sono diversi. La libertà,
la voglia di vivere, la denuncia dei mali della società ci sono ancora.
Ovviamente, dagli anni Settanta ad oggi li abbiamo rivisti ed attualizzati".
Alle 22.30 comincia il concerto e già alla terza canzone, "Contro",
con il lungo elenco dei mali da scacciare nel nuovo anno, si alzano in coro
le voci dei fans che si sostituiscono a Danilo. Echi di denuncia rimbalzano
tra "C'è un re" e il nuovo "Il re nudo", mentre ormai,
per un moto d'affetto, si esegue ancora "Ricordati di Chico". Rabbia
e dolcezza avvolgono "L'amore che prendi l'amore che dai", canzone
che dà il titolo all'ultimo album, con fusione di luci rosse e viola
nella buona acustica dell'Expo'. Avvengono poi due rituali tradizionali: leggere
gli striscioni dei club e fare gli auguri a chi compie gli anni. Massimo Vecchi
e la voce thailandese May ricevono un regalo dal club "Liberi di volare"
di Cerea.
La band chiude la prima parte del concerto a tre minuti dalla mezzanotte quasi
scordandosi - nell'entusiasmo di cantare - di guardare l'orologio per il brindisi,
mentre è pronto, nel padiglione attiguo, il pandoro per tutti. La folla
si sposta, si cambia aria con i ritmi cubani del gruppo Salsumba. I Nomadi ricominciano
un'ora dopo con lo stesso cocktail di vecchie e nuove canzoni, ma stavolta prevalgono
le più datate perché non possono mancare "Marinaio di vent'anni",
"Fiore nero", "Canzone per un'amica", "Dio è
morto" e "Io vagabondo", cantata quasi interamente dal pubblico.
Sono mancate alcune emozioni da ultimo dell'anno, niente petardi o fuochi pericolosi,
niente fiocchi di neve fuori, niente boccali di birra, niente bandiere rosse
del Che. Questo è stato piuttosto un "concerto natalizio",
accompagnato da altri segnali: la bandiera arcobaleno con la scritta Peace e
calorose strette di mano alla mezzanotte tra i fans di Perugia, Cagliari, Modena
e Torino, per ricordare alcune presenze.
Nell'atmosfera del "Vogliamoci tutti bene", qualcuno avrà ricordato
i genitori o i figli che si trovavano altrove ma i Nomadi vanno bene per tutte
le età, dai ventenni ai cinquantenni. E allora, che bello vedere tutta
la famiglia radunata in un concerto e durante il brindisi per cominciare bene
l'anno nuovo.