DUE GIORNI CON I NOMADI

                         Abbadia S. Salvatore (SI)

                            Rispescia (GR)


Quest'estate Massimo, Silvana ed io abbiamo passato le vacanze insieme.
Sì, ma questo cosa c'entra con i Nomadi, direte voi?
C'entra, perché durante la vacanza, in provincia di Grosseto, ci siamo beccati due concerti di fila, uno ad
Abbadia S. Salvatore (SI) ed uno a Rispescia (GR), a Festambiente, la Festa dell'Associazione ecologista Legambiente.
La nostra avventura comincia quindi sabato 19 Agosto.
Ci svegliamo presto (h. 7.00 di mattina) per abbinare al concerto due gite: la prima al Parco Faunistico del Monte Amiata, in mezzo a lupi, cervi e daini, la seconda ad una comunità buddista tibetana in località Arcidosso, non distante dal luogo del concerto di quella sera.

Ci siamo infatti ricordati dell'impegno dei Nomadi per la causa tibetana ed in particolare dell'interesse che Danilo ha nei confronti di quella cultura e ci siamo detti: perché non entrare già nel clima impegnato del concerto visitando questa comunità (che sapevamo aperta al pubblico)? Inoltre la speranza di incontrarvi Danilo o Beppe era forte, vista la vicinanza al luogo del concerto.
La gita del mattino al Parco Faunistico è filata via liscia, ma quando, dopo un lauto pranzo, abbiamo cominciato la ricerca della comunità tibetana, ci siamo resi conto della difficoltà che si presenta quando si va a cercare qualcuno che vive in meditazione e che quindi fa di tutto per non essere trovato; ci siamo resi conto anche della "leggerezza" di noi occidentali, che non ci rendiamo conto che una comunità di monaci buddisti non si può trovare su una strada trafficata e frequentata da ignari turisti.

Basti dire che ad un certo punto, sulla mulattiera che stavamo percorrendo, la nostra macchina è stata circondata da un enorme gregge di pecore, gli unici esseri viventi, oltre al pastore e ai suoi tre cani, che abbiamo incontrato fra quei bricchi.
Di comune accordo abbiamo quindi deciso di darci per vinti e di recarci direttamente ad Abbadia S. Salvatore per il concerto, con l'intenzione di prendere comunque in disparte Danilo non per chiedere i soliti autografi ma per parlare con lui di questa comunità tibetana.


Il luogo del concerto, lo stadio del paese, ci riserva già una sorpresa: il palco era sistemato lungo una curva della struttura, con la fronte rivolta verso l'ingresso, lasciando quindi uno spazio di pochi metri quadri per il pubblico!

Alle spalle del palco una squadra di calcio si stava tranquillamente allenando nel prato completamente vuoto! Dopo esserci ripresi dallo shock ci sediamo sulle gradinate (sicuramente più comode di quel fazzoletto di terra riservato al pubblico), rilassandoci finalmente dopo le nostre peregrinazioni.
Il concerto inizia con "L'atomica cinese" e riserva più di una sorpresa, tra cui la stupenda canzone di Victor Jara "Te recuerdo Amanda". Qui è necessaria una parentesi, perché la revoca dell'immunità al criminale Augusto Pinochet, responsabile del golpe in Cile e della morte per tortura di innumerevoli oppositori (tra cui il suddetto Victor Jara) è indubbiamente una conquista per chi crede nella libertà e nella lotta per i Diritti Umani!

Era quindi inevitabile che Danilo introducesse questa canzone con un commento su questa bellissima notizia.
E' un concerto orientato molto sull'impegno, come dimostra la dedica di "Marinaio di vent'anni" a tutti quei marinai di vent'anni chiusi come pesci nel ventre di quell'enorme balena metallica che è il sottomarino russo "Kursk" (marinai che ora sappiamo tutti morti), condannati ad un'orribile fine dai loro capi che per dimostrare di essere "uomini" sentono il bisogno di mandare altri uomini al macello e che mai pagheranno per questi ed altri crimini!
Il ricordo di Pinochet e dei marinai russi (il primo come carnefice, i secondi come vittime) ritorneranno anche la sera successiva, essendo le notizie più importanti di quei giorni.
Alla fine del concerto facciamo il nostro solito giro di saluti, in particolare a Sergio, sempre più solare, Daniele, sempre più loquace, anche sul palco e, come ripromessoci, a Danilo, che, alla nostra domanda, risponde che conosce sì la comunità tibetana di Arcidosso, ma ancora non l'ha visitata; non appena nominiamo la cultura del Dalai Lama, vediamo gli occhi di Danilo illuminarsi: il suo interesse per quel mondo così diverso dal nostro è evidente e quasi palpabile, molto più sincero rispetto alle tante dichiarazioni di fede buddista dei VIP nostrani che hanno fatto dire a Guccini, in una delle ultime canzoni "…addio alle magie di moda delle religioni orientali che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero." Andatevi a rileggere a questo proposito il bellissimo articoletto scritto da Danilo stesso e da noi riportato sul Notiziario di Marzo!
Dopo un rientro in stato comatoso per la fatica della giornata e, per quanto mi riguarda, anche un inizio di raffreddore, crolliamo in brandina fino al mattino dopo.
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Il concerto della sera successiva si svolge all'interno della manifestazione di "Festambiente", in relazione con un simbolico gemellaggio tra il Parco della Maremma e le grandi foreste dell'Amazzonia e della Tanzania, veri e propri "polmoni verdi" del pianeta. Come dice infatti il portavoce di Legambiente nella conferenza pomeridiana (alla quale prende parte anche Beppe Carletti), se si tutelano solo le foreste italiane, ma si permette la distruzione di quelle dell'Africa o del Sud-America, non si ottiene nulla, perché ciò
che si conquista da una parte, in termini di salvaguardia della salute del mondo, lo si perde dall'altra.
La canzone-simbolo della serata è quindi, come potete immaginare tutti, "Ricordati di Chico", dedicata al sindacalista Chico Mendes, ucciso perché, per proteggere gli indios e la foresta, si era messo contro gli interessi delle multinazionali (rileggetevi, a questo proposito, l'appassionato articolo di Massimo pubblicato sul Notiziario di Marzo 1999).
Noi tre arriviamo a Festambiente, guarda caso, insieme a Daniele Campani, alla guida del suo camper con famiglia al seguito, corredato di mega-adesivo del WWF "Save the planet" (essendo Daniele un ecologista).
Poco dopo lo vediamo dietro al palco che collega la sua casa viaggiante (da vero "nomade", di nome e di fatto) alla corrente elettrica: evidentemente quella notte avrebbe dormito lì.
Girando tra le bancarelle, scopriamo che tutti i Nomadi, con famiglie e fidanzate, stanno cenando al ristorante vegetariano che è in funzione all'interno della Festa; è bello vedere che i protagonisti della serata musicale mangiano esattamente le stesse cose del loro pubblico, contrariamente alle viziate rockstar, che dovunque vadano, pretendono piatti raffinati, alberghi e ristoranti costosi ecc.

Di questa serata ci rimane anche un documento fotografico: Beppe e Danilo insieme a noi.
La prima canzone è, a sorpresa, "Abbi cura di te" e anche la scaletta è parzialmente modificata; viene inclusa anche "Lontano", una delle più belle tra le recenti riscoperte.

Il concerto inizia più tardi ed è necessariamente più breve, poiché all'interno di una festa ci sono orari da rispettare.
La presenza del nostro striscione non è passata naturalmente inosservata; al concerto del sabato Danilo ha salutato noi "Vagabondi" per primi, già alla terza canzone ! (Gli Aironi Neri)


Insomma, queste due intense giornate ci lasceranno dei ricordi che vanno al di là di semplici ricordi di vacanze estive.

                                                                         Daniele

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