NOVARA 1 Dicembre 2000
SUONI
NELLA NEBBIA
Venerdì 1° dicembre i Nomadi hanno suonato a Novara
(la mia città natale) per la prima volta da quando li seguo.
Il motivo per cui non c'erano mai venuti è sconosciuto: anche Daniele Campani,
prendendo la parola nel salutare il Fans Club a lui dedicato, ha fatto notare: "In 10
anni da che suono nei Nomadi, non siamo mai venuti a
suonare qui
.vai a sapere perché."
C'è però un collegamento tra i Nomadi e Novara: infatti il fratello di Sergione,
sposatosi da circa un anno, è venuto a vivere proprio in questa città.
I "suoni nella nebbia" sono proprio quelli del suo violino, che mi ha
provocato il solito brivido lungo la schiena quando nel Palasport è risuonata la
struggente melodia di "Suoni".
Tra l'altro ritengo che il suonarla soltanto, senza la voce di Danilo, sia corretto,
perché secondo me quell'indimenticabile "la la la" deve restare solo di
Augusto, la cui voce così particolare è tradotta molto bene in musica dal violino
elettrificato di Sergio.
Il ricavato del concerto andava in beneficenza all'A.S.H.
(Associazione Sportiva Handicappati) di Novara,
nella quale svolgono attività di volontariato anche alcuni miei amici.
Quest'associazione, come dice il nome, si
preoccupa di allenare e portare alla ribalta giovani sportivi meno fortunati di noi, ma
probabilmente, a causa della loro "disabilità", maggiormente dotati di forza di
volontà.
Oltre a "Suoni", la nuova scaletta prevede anche un'inattesa "Costa dell'Est", cantata da
Massimo, caratterizzata dai ricami tastieristici di Beppe; non c'era invece "Il
paese", che avevo avuto il piacere di sentire a Torino.
Ci sono state le grandi ed ormai note "Lontano"
e "Immagini"; come a Torino, è stata rispolverata "Mediterraneo".
Inoltre la mia attesa era enorme per le nuove "Stella
d'Oriente" e "La rosa del deserto",
prolungata, quest'ultima, da una "coda" strumentale che la rende più aggressiva
ed ancora più affascinante che su disco.
Le canzoni del nuovo cd vengono eseguite tutte 10, ma quella che mi viene da citare
è "Se non ho te", che
mi piace di più dal vivo, perché maggiormente caratterizzata dal pianoforte di Beppe e
dal violino di Sergio, senza cori in
sottofondo (naturalmente il mio è un parere personale
.).
Ma ad un certo punto ecco arrivare l'imprevisto, che
è poi ciò che differenzia i Nomadi dagli altri gruppi, semplici esecutori di scalette: alla fine di "32° Parallelo", mentre Danilo già stava presentando la canzone successiva, ecco partire
l'immancabile coro dal pubblico; ma, sorpresa, non era il coro della canzone appena
conclusa, bensì quello di "Senza patria", che non era in scaletta (neppure a Torino): il coro sale sempre di più
fino a sovrastare la voce di Danilo che, costretto a fermarsi, si volta verso gli altri e
dice: "fuori programma?" e, per tutta risposta, Beppe parte con
l'introduzione
è un'autentica ovazione che accompagna questa mitica canzone
dei Nomadi, non
prevista dalla scaletta, ma richiesta a furor di popolo
.e su questo concerto
non c'è nient'altro da dire, credo che questo sia più che sufficiente per dare un'idea
della serata e dei "suoni" che sono stati "lasciati" in una piccola
città
di provincia immersa nella nebbia
.
Daniele