Già nel primo pomeriggio siamo diretti
verso Saint Vincent, curiosi di visitare questa cittadina, ma soprattutto felici di
passare alcune ore di completa spensieratezza insieme, già carichi per il
concerto dei Nomadi al Palais.
Dopo aver assistito alle prove ed aver purtroppo constatato lincredibile rigidità
degli addetti alla sicurezza (le prove si dovevano assistere seduti a 20 m dal palco),
abbiamo respirato a pieni polmoni il vento del nord che tira da quelle parti.
Dopo unottima cena eccoci al piccolo palazzetto, un po sorpresi dalla poca
affluenza di pubblico, ma mai come in quella serata è giusto dire pochi ma caldi.
In primo piano i brani dellultimo lavoro Liberi di volare,
che non hanno veramente bisogno di commento.
La vera sorpresa per noi è stata Auschwitz, che ci
mancava dal nostro repertorio dal vivo.
Lironia sul palco non è mancata, come non sono mancati i brividi durante Canzone
della bambina portoghese interpretata da Danilo.
E stato davvero azzeccato il parallelismo tra la Canzone del
bambino nel vento e 32 parallelo, per
sottolineare le ingiustizie di ieri come di oggi, il tutto per non dimenticare il passato
e per ricordare le guerre presenti troppo spesso dimenticate dai mass media.
Alla fine del concerto abbiamo avuto anche loccasione di salutare i mitici
sei a coronamento di una giornata stupenda.
Un grazie ai Nomadi e a tutto il popolo nomade che insegnano al mondo che la strada giusta
resta sempre quella fatta di cose semplici, e una volta capito
questo siamo davvero in grado di volare liberi.
Sempre Nomadi, per sempre.
Luca e Cinzia da Monasterolo-Valli di Lanzo (TO)