Saint Vincent - 10 marzo 2001


GiÓ nel primo pomeriggio siamo diretti verso Saint Vincent, curiosi di visitare questa cittadina, ma soprattutto felici di passare alcune ore di completa spensieratezza insieme, giÓ “carichi” per il concerto dei Nomadi al Palais.
Dopo aver assistito alle prove ed aver purtroppo constatato l’incredibile rigiditÓ degli addetti alla sicurezza (le prove si dovevano assistere seduti a 20 m dal palco), abbiamo respirato a pieni polmoni il vento del nord che tira da quelle parti.
Dopo un’ottima cena eccoci al piccolo palazzetto, un po’ sorpresi dalla poca affluenza di pubblico, ma mai come in quella serata Ŕ giusto dire pochi ma caldi.
In primo piano i brani dell’ultimo lavoro “Liberi di volare”, che non hanno veramente bisogno di commento.

La vera sorpresa per noi Ŕ stata “Auschwitz”, che ci mancava dal nostro repertorio dal vivo.
L’ironia sul palco non Ŕ mancata, come non sono mancati i brividi durante “Canzone della bambina portoghese” interpretata da Danilo.
E’ stato davvero azzeccato il parallelismo tra la “Canzone del bambino nel vento” e “32 parallelo”, per sottolineare le ingiustizie di ieri come di oggi, il tutto per non dimenticare il passato e per ricordare le guerre presenti troppo spesso dimenticate dai mass media.
Alla fine del concerto abbiamo avuto anche l’occasione di salutare i “mitici sei” a coronamento di una giornata stupenda.
Un grazie ai Nomadi e a tutto il popolo nomade che insegnano al mondo che la strada giusta resta sempre quella fatta di cose semplici, e una volta capito
questo siamo davvero in grado di “volare liberi”.
Sempre Nomadi, per sempre.


                                               Luca e Cinzia da Monasterolo-Valli di Lanzo (TO)

 

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