ALBA 6 GIUGNO 2014
Tra musica e sentore di …cioccolato


Tra musica e sentore di …cioccolato
Per noi questo è il primo concerto del 2014 ed è anche quello che apre la stagione estiva. Partiamo nel fine pomeriggio che preannuncia una temperatura che nei prossimi giorni aumenterà. Abbiamo portato nostro figlio a “pensione” dagli zii perché lui ai concerti dei Nomadi proprio non vuole venire. E così ci aspettano alcune ore di “libertà”.
Percorriamo le strade che ci portano nel Roero, tra queste mezze colline verdeggianti e ordinate che trasmettono quiete e mi ricordano i paesaggi naif di Francesco Maiolo.
Arriviamo con buon anticipo e incontriamo subito Sandrina e Franco, che hanno assistito anche alle prove. Sono già arrivati altri Vagabondi, che sono in giro qua e là.Vengo a sapere, più tardi, che gli immancabili Paola e Michele sono andati alla ricerca di un buon posticino per cenare.
La piazza del concerto è molto grande, la gente è sparpagliata, piano piano fluisce e anche il nostro gruppo acquista consistenza.

C’è il solito preludio dei concerti: persone che si rivedono dopo un po’ di tempo, contatti e progetti per organizzare incontri futuri, le “solite facce” armate di “cannoni fotografici” si aggirano e fanno scatti a ripetizione prima e durante il concerto.
Le persone si compattano, non sembriamo più degli accampati e inizia la serata.
Prima dell’ inizio del concerto gli organizzatori del fans club “Corpo estraneo” di Rodello presentano alcuni ragazzi dell’ associazione “Colora la tua vita” di Benevello, che hanno percorso un tour di circa 2300 km. a bordo di un’ Ape colorata partendo da Pachino, la punta più meridionale della Sicilia e diretti ad Argentera per sostenere la ricerca e la cura della fibrosi cistica.
E’ accolta sul palco anche Rosanna Fantuzzi che ha allestito una mostra di opere di Augusto nella chiesa di San Domenico ad Alba a favore dell’ associazione “Augusto per la vita”.
Queste iniziative di solidarietà si incrociano spesso con la musica dei Nomadi, che aprono il concerto con “Ma che film la vita”.
Come di consueto per circa tre ore ascoltiamo parole e musica che ci coinvolgono con cori e coriandoli. Ogni tanto assieme alle note si diffonde nell’ aria un odore che scopro poi essere di cioccolato, perché siamo vicini allo stabilimento della Ferrero.
Continua il percorso dei Nomadi nel proporsi in modo mai scontato. Riescono sempre a sorprendermi con un “sound” che trovo vivo, attuale e coinvolgente, con brani che sono nati da qualche anno e sembrano nuove incisioni per la loro freschezza e modernità.
Sono contentissima dello schieramento frontale di Sergio, Massimo, Cristiano e Cico che danno più alternanza alle scalette: una vera e propria “band”.
Sono con i Nomadi e per i Nomadi, sono per il gruppo, che trasmette energia, forza, una sferzata che ti catapulta in un vortice che ritempra e rigenera la mente.
Tra striscioni, cartelloni e saluti con “Canzone per un’amica”, “Dio è morto” e “Io vagabondo” si conclude questo concerto.
L’aria si è fatta più fresca e il cielo si è ripulito mentre ripercorriamo le strade che dal Roero ci riconducono in quel di Torino.


Sempre Nomadi
Patrizia A.

 



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