Fortza Paris

Aria di festa, luci, calore, cibo e famiglia. Nella benaugurata delle ipotesi nelle festività Natalizia sono questi gli elementi che caratterizzano le nostre giornate. Quest’anno però la famiglia l’abbiamo vissuta in maniera più ampia. Già perché, appena dopo il giorno della Nascita, abbiamo potuto trascorrere nuovamente una splendida e solidale serata con persone che hanno fatto parte di alcuni degli attimi fra i più belli ed i più emozionanti vissuti nell’anno: gli altri membri del popolo nomade.

Persone che come noi condividono una passione forte per “Loro” da macinare chilometri di strada per sentirli e vederli, persone con le quali abbiamo condiviso emozioni e che, soprattutto, è sempre un piacere rivedere e, molto spesso, un concerto ne è l’unica occasione.
Così, come il Natale rappresenta la Nascita, i Nomadi, insieme alle autorità di Casale, han voluto aiutare la rinascita della popolazioni della costa nord occidentale della Sardegna colpita a Novembre dall’alluvione. C’era da aspettarselo: non potevano stare con le mani in mano sapendo le difficoltà che stavano vivendo gli amici Sardi. E’ nato così in quattro e quattr’otto un progetto solidale a loro favore. Tappa: il Piemonte, come ricordato da Beppe nell’introduzione al concerto, location definitiva: il Palaferrari di Casale Monferrato, città ben servita facilmente raggiungibile anche da Emilia, Lombardia e Liguria.

Con l’ingresso ad offerta minima, la vendita di t-shirt solidali, con la rinuncia del cachet da parte dei Nomadi, tolte le spese è stato raccolto un cospicuo contributo, per la Sardegna. L’evento ha poi avuto un manifesto tutto suo, con uniti un cuore e la bandiera sarda e con dei “di più”: la partecipazione di Alberto Bertoli nel pre-concerto (con una standing ovation sulle note de “spunta la luna dal monte”) e della bravissima Chiara ne “Gli aironi neri”.
Il live solidale è stato sulla linea della scaletta invernale e con le emozioni di sempre, ma questa volta con un motto in più: Forza Sardegna! E un arrivederci al popolo nomade a Novellara.

 

 

Milena

 

 

 

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