UNA GIORNATA CHE VOLA NEL VENTO…

Mentre questa giornata di lavoro sta correndo inesorabile verso la sera, con le luci dei lampioni che accendendosi illuminano parte della mia stanza, ripercorro quello che è stato il mio recentissimo passato, tornando come spesso mi capita ad immergermi in un mondo da cui mi è sempre più difficile uscirne fuori indenne, con i suoi esaltanti colori e le sue ricche storie di chi ha ancora voglia di raccontare.

Casalromano potrebbe essere una stella indistinguibile nel firmamento, come altre, eppure sembra avere una brillantezza ancora più marcata, inconfondibile, che irradia luce splendente nella volta celeste, troppo poche volte contemplata perché quasi irraggiungibile e forse mai veramente troppo interessante ai nostri occhi. Ma in tutte queste piccole cose che formano la vita, in queste giornate che riteniamo uniche, belle e che poi purtroppo o per fortuna vengono sopraffatte da altra vita, dimentichiamo la bellezza del momento che da poco abbiamo vissuto. Ed è per questo che mi piace annotare tutto nei miei pensieri, rivivere nel possibile ogni passo, canzone, caffè bevuto, amico salutato. Cosi è accaduto tante e tante volte e così è successo sabato dodici maggio, trascorso in questo paesino di poco più di mille anime dell’alto mantovano. Con la sveglia che suona, il pullmino che attende il nostro arrivo, la fatica nel conquistare un pacchetto di caramelle, gli amici che hanno già in tasca il biglietto per il concerto romano di novembre, la chitarra scordata che intona ‘Il paese delle favole’ a pochi chilometri dalla sosta all’autogrill di Stradella, l’arrivo all’ora di pranzo in Via San Rocco, per scoprire che il numero 15 non corrisponde ad un ristorante, ma è sospeso tra uno studio tecnico e un vecchio rustico in vendita!Poi il sempre Santo pranzo (…alla fine la trattoria l’abbiamo trovata anche questa volta!!!) tra uno squisito primo e due chiacchiere con gli amici che si rincontrano in queste occasioni.
Il pomeriggio è sempre molto ‘free’ nell’attesa che si accendano le luci sul palco la sera. Manca la partita di calcetto e il girovagare in una landa desolata di terra padana composta da poche case e un’afa da primi di agosto potrebbe già considerarsi un’impresa. Eppure il tempo vola anche in queste condizioni, tra cover band che danno l’anima sotto un sole cocente, uno ‘shopping’ improvvisato da sabato pomeriggio, un bicchiere di vino consumato nell’ascoltare le prove sotto un palatenda privo di qualsiasi tipo di infiltrazione d’aria, e infine un panino salame e philadelphia, liberato dalla stagnola dopo dodici ore di sudore, ma pur sempre di ottima fattezza!Queste sofferenze vengono ampiamente ripagate, quando calata la sera, giungiamo appena in tempo per l’inizio dell’ennesimo concerto.Il nostro obiettivo è stato raggiunto, siamo qua, pronti a cantare, a pensare, a sognare, ognuno a suo modo, ognuno con quella intensità che lo contraddistingue. La scaletta è pressoché uguale a quella ascoltata quest’anno in altre occasioni, forse ora tutto scorre più fluido, inizia a liberarsi nell’aria quel qualcosa di meno macchinoso, semplice, poetico, o forse la voglia di continuare, ripartire, esserci prevarica ogni sorta di brutto pensiero rendendo anche questo concerto… bellissimo! Il pubblico, composto da persone di ogni età, applaude, divertendosi tra questa bollente e umida folla in festa sulle note di ‘Ricordarti’, ‘Senza patria’, ‘Crescerai’, quest’ultima cantata alla presenza di tanti bimbi sul palco tra cui il piccolo Cristian, rientrato dopo quattro mesi di cure da San Diego e conosciuto proprio poco prima dello spettacolo.

Poi come ogni giorno, tutto finisce, torna alla normalità, con quella stanchezza che ci affligge improvvisamente, abbattendosi sulle nostre stanche gambe e la nostra torturata gola. Si pensa al viaggio di ritorno, a quelle ore che ci separano dai nostri letti, ma in cuor nostro si fanno progetti a breve termine, con il favore della bella stagione alle porte, per vivere un’altra parentesi del genere, che vissuta nel presente sembra essere infinita, poter durare in eterno, ma a posteriori è un’altra intensa e splendida giornata volata nel vento…

Luca B.

 

 

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