CANTANDO…SOTTO LA PIOGGIA

Sabato 19 Giugno 2010. 
Il calendario ci dice che fra due giorni sarà estate, ma la giornata si preannuncia tutt’altro che calda; le previsioni sono pessime, il buon senso ci dice “non andiamo” poi la passione nomade prende il sopravvento, a Torino c’é un pallido sole e si parte alla volta di Cavenago per assistere all’ennesimo concerto dei nostri cari amati Nomadi
Decidiamo di evitare l’autostrada e dopo 180 Km di strada statale attraversando paesi e borgate dai nomi a volte sconosciuti, arriviamo alla meta. Sono le 15,00 e il cielo è scuro e minaccioso, ma siamo fiduciosi e ci avviciniamo al palco per prendere posto in prima fila, proprio tra Massimo e Danilo. cavenago D'adda ...prima della pioggia
Giusto il tempo di sistemarci dietro alle transenne che il rombo del “tuono dall’alto ci avverte…..” un acquazzone ci coglie all’improvviso; insieme ad altri temerari ci ripariamo sulle scalinate della tribunetta del campo sportivo in attesa che il temporale passi. Il pomeriggio trascorre all’insegna del cielo grigio e la pioggia intermittente, nel frattempo arrivano Beppe, Daniele e Cico. Qualche parola con loro e poi assistiamo alle prove. La gente presente nel prato non è molta, mentre la tribuna comincia a riempirsi. Una cena a base di panini con la salamella e poi lì, in prima fila ad attendere. Non piove più e la gente comincia ad avvicinarsi al palco. 
Dopo la consueta esibizione di Martino (senza pioggia), inizia il concerto con “ Noi non ci saremo” e iniziano a cadere le prime gocce…..
Alla terza canzone inizia il diluvio… siamo in tanti e ormai siamo tutti ben decisi a non muoverci da lì e continuiamo a cantare senza fermarci mai. 
La pioggia continua e ci accompagna per tutta la durata del concerto, penetra anche attraverso gli impermeabili che non trattengono più l’acqua. 
Dal palco ci ringraziano più volte per la determinazione che dimostriamo e intanto arrivano “Senza nome”, “Io voglio vivere”, “L’isola ideale” per poi arrivare alla “pausa caffè” di Danilo e Cico con “Cammina cammina.” La fine del concerto arriva oltre la mezzanotte, con la consueta lettura dei tanti striscioni sul palco e l’ennesimo ringraziamento a tutti noi, stanchi, fradici ma felici di aver partecipato a questo concerto un po’ diverso dal solito.
Ritorniamo in macchina e prima di partire indossiamo gli abiti asciutti che previdentemente ci eravamo portati. Il riscaldamento acceso ci ricorda ancora una volta che quest’anno l’estate non è ancora arrivata………..



I Vagabondi Ivano e Donatella