NOMADI A LORETO… IL SOLITO CONCERTO!

Quando a un amico dici ‘Non vedo l’ora che arrivi questo week end che vado ad ascoltare i Nomadi’, quest’ultimo ti guarda tra incredulità e perplessità e senza che a volte pronunci una sola parola la sua mente è in grado di dirti ‘ma è il solito concerto!!! Ne avrai visti a centinaia!!!’. Ed è allora che nella tua mente invece si formano migliaia di pensieri, qualche altro vagabondo da contattare con cui condividere l’ennesima ‘nuova’ esperienza, la ricerca di materiale didattico, sanitario o più semplicemente qualche giocattolo per i più piccoli da portare sul palco.
loretoPoi arriva il momento della partenza, in questo caso il giorno prima del concerto, il momento dell’incontro con coloro che condivideranno con te certi momenti, in questo caso alla stazione di Trofarello ed infine uno dei momenti più belli, il viaggio verso la meta.
Un viaggio fatto anche di soste, come quelle ‘idriche’, dove ti capita per caso di trovare un’addetta delle pulizie che appena si accorge che indossiamo magliette ‘Nomadi’ ha voglia di raccontare la ‘sua’ storia, quella di una fan nomade il cui papà ha subito un incidente simile a quello di Dante mentre si recava ad una fiera a Campagnola Emilia. Ed è in quell’istante, mentre ascolti, che ti accorgi che quella persona, quella fan ti sembra di conoscerla da sempre, di aver condiviso in qualche modo insieme a lei le stesse gioie, gli stessi dolori, la stessa irrefrenabile voglia di nomadismo.
Ma poi le chiacchiere lasciano di nuovo il tempo al viaggio vero e proprio, alla sosta-pranzo su ‘Una Rotonda sul mare’ a Pesaro, fino all’arrivo a destinazione. Loreto, con il suo centro che si erge sulla sommità di una dolce collina. E’ allora che da buoni vagabondi cominciamo a scrutare il centro, prendere confidenza con il luogo dove si terrà il concerto tanto atteso e la manifestazione ‘Sapori d’autore’ fino ad arrivare alla mostra d’Augusto al Palazzo Comunale dove incontriamo Rosy che ci accoglie calorosamente e ormai ci dice di non essere neanche più stupita di incontrarci e vederci in ogni dove… ma in fondo fosse il contrario che ‘Nomadi’ saremmo!
Poi un altro incontro! Bellissimo! Una signora che ci vede indossare le nostre maglie, ci ferma e ci chiede dove si svolgerà il concerto, noi gli indichiamo il campo sportivo, che si trova proprio sull’estremità più alta di quella meravigliosa collina. La signora rimane un po’ ‘preoccupata’ perché deve portare la sua mamma fin lassù, ed è allora che ci accorgiamo che la mamma della signora è la mitica NONNA JOLE. Così, dopo abbracci e altri racconti e aneddoti vari, grazie al nuovo, fantastico incontro conosciamo l’organizzatore dell’evento, Don Paolo, a cui a fine serata chiediamo di poter avere il posto in prima fila per il concerto del giorno dopo.

nonna iole

Ma la sera del 30 non è ancora finita, ci aspettano l’esibizione dei giovani cantanti alla rassegna ‘Sapori d’autore’ in cui gli artisti devono presentare un loro brano e uno riarrangiato del gruppo di Novellara, per venire infine giudicati niente poco di meno che da Rosy stessa e da Aida Satta Flores.
Il mattino seguente siamo scrupolosamente i primi ad acquistare i biglietti del concerto e Don Paolo ci conferma la promessa fatta il giorno precedente, e il posto in prima fila anche questa volta è assicurato!!!
In attesa degli amici di Torremaggiore continua il nostro lento peregrinare per le vie loretane, ma altri incontri ci attendono, prima il camion ‘Nomadi’ che ci saluta trombettandoci, poi nuovamente ci imbattiamo nella Rosy che ci comunica che alla mostra è presente Sergio. Non possiamo farci sfuggire questa occasione, così ci fiondiamo ancora una volta al palazzo comunale e trascorriamo una buona mezzoretta in compagnia di Sergione tra chiacchiere, qualche foto e risate come vecchi amici che si incontrano dopo tanto tempo. Sarà il fattore campo (perché natio della vicinissima Recanati), ma un Sergio così allegro, gioviale e attivo sia nel pomeriggio, sia la sera sul palco non l’avevamo mai visto. 
Nel pomeriggio è la volta dell’esibizione dei tre finalisti della rassegna, prima della messa in memoria di AUGUSTO e DANTE. Ed infine, ecco, il momento tanto atteso, quello per cui sono stati fatti centinaia di chilometri, decine di incontri, migliaia di parole, lunghe camminate e momenti impressi da tante foto, quello del Concerto dei Nomadi! Purtroppo un acquazzone ci priva di Io Vagabondo, ma a noi fans poco importa, in fondo il concerto non è solo fatto dalle tre ore di musica, ma da tutto quello che ci sta intorno, dalla vita e dalle esperienze in cui ci si imbatte, dai piccoli gesti che viviamo e che ci rendono orgogliosi di far parte di questo mondo, come quello di rincontrare nuovamente durante il rientro in albergo il camion nomade che ancora una volta ci risaluta e sembra volerci dare in qualche modo appuntamento al prossimo, unico e splendido… solito concerto!


I vagabondi Michele, Paola, Bruno e Cristiana


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