NOVELLARA 13-14 FEBBRAIO 2010
XVIII TRIBUTO AUGUSTO DAOLIO

“Potrei parlare delle emozioni. Farne un elenco. Si, elencare tutte le emozioni vissute. Ma forse non basterebbe.
Potrei parlare delle atmosfere, degli odori, degli sguardi di tutto quello che ci ha circondato. Ma dimenticherei sicuramente qualcosa, qualcuno.
Potrei allora ricordare le canzoni, le voci, i rumori, i silenzi, ma credo che neanche questo mi soddisferebbe pienamente.
Forse perché questi due giorni sono stati un insieme di tutto questo, una miscela concentrata e immensa di vita calpestata, di strade ritrovate, di amici conosciuti e riabbracciati.”

sosta all' Orso Bruno

Sabato 13 febbraio 2010. H 8:00. Torino. Corso Regina. Freddo.

Si parte. Saliamo sul pullman (caldo, troppo caldo). Con noi gli amici del fans club Valle di Susa. Il viaggio scorre veloce tra risate e giochi, fino ad arrivare a Polesine di Pegognaga, tappa prevista sul nostro percorso per il pranzo alla Trattoria dell’Orso Bruno (per la gioia di Michele… e di tutti noi!!!). Ottimo il pranzo. Splendide le persone. Così, dopo le foto ricordo, deposito bagagli e altri chilometri percorsi arriviamo a destinazione che il sole comincia lentamente a calare (se mai si è levato oggi). Novellara è così come la ricordavo, paesino emiliano con i suoi bassi portici e le sue strade che si snodano dalla piazza centrale verso quella che oggi è la periferia, ma che un tempo era semplicemente la “campagna”.
E’ il momento di un silenzioso saluto ad Ago. Qua non ci sono altre parole da aggiungere. Qua, si che sarebbero del tutto superflue. Ognuno di noi lo ha salutato a suo modo, lo ha ringraziato con le proprie parole, abbracciato con i propri sentimenti.
Sono ormai le 22 quando, dopo l’esibizione di un bravo e interessante Martino Corti, sulle note di “Contro” inizia il concerto. Il palatenda è praticamente pieno. Asia, Senza Patria, Lo specchio ti riflette, Isola Ideale, Crescerai, Gli aironi neri, Ma che film la vita, Mediterraneo e tante altre fanno da cornice a questa meravigliosa serata di musica. Danilo ha mantenuto la promessa, aveva detto che a Novellara sarebbe stato al 110% e così è stato, e forse, molti, anche i più scettici, dopo aver ascoltato una struggente “Trovare Dio”, non hanno potuto far altro che applaudire la forma ritrovata e il carisma del ‘menestrello astigiano’. La giornata di sabato si conclude così, sulle ultime note di Io vagabondo e il Tedeum e un arrivederci al giorno successivo.

Domenica 14 febbraio. H 10:30. Carpi. Stradello Morto. Freddo.

Comincia una nuova giornata, quella del 14, di San Valentino. Ancora un po’ assonnati dalla sera prima, ma entusiasti di abbracciare ancora una volta un nostro mondo che ci ha conquistato, partiamo alla volta di Fabbrico. Un saluto a Dante prima di far ritorno in una carnevalesca Novellara e incontrare Rosi alla Rocca dei Gonzaga intenta a salutare amici e conoscenti e scrivere dediche e autografi sul nuovo libro ‘Interviste a Augusto Daolio’. I Vagabondi della Mole anche quest’anno hanno contribuito devolvendo in beneficenza 300 euro all’Associazione Augusto Per La Vita, presieduta dalla stessa Rosi.

novellara 2010

Il Palatenda ancora una volta si riempie e sulle note di ‘Sangue al Cuore’ inizia la “seconda parte” del concerto. L’ospite atteso è Zucchero, che dopo aver ricevuto il 18° tributo ad Augusto canta ‘Un pugno di Sabbia’, ‘Noi non ci saremo’ e saluta con uno dei suoi bei blues ritmati che esaltano anche le doti di “musicisti” di tutti i Nomadi. Ma la sorpresa che forse più ha colpito è stata la figlia Irene che sulle note di ‘Ho difeso il mio amore’ ci ha regalato con la sua voce e il suo temperamento più di un brivido.
Marinaio di vent’anni, L’angelo caduto, Un figlio dei fiori… e la voce comincia a calare, la stanchezza un po’ a farsi sentire, ma le sensazioni, l’aria che si respira, l’energia che si infonde in noi non ci abbandona nemmeno per un momento e a fine concerto rimaniamo tutti un attimo perplessi, sospesi tra la voglia di far ritorno a casa e quell’eterno spirito nomade che ancora una volta ci costringe a buttare l’occhio sulla prossima data, vicina o lontana, per essere pronti a ripartire...
“Si potrei parlare delle emozioni, delle voci, dei colori, dei suoni, delle idee, ma forse in tutto questo mio girovagare di parole ho raccontato in poco tempo il nostro viaggio, il nostro Tributo, o più semplicemente due giorni della nostra vita.”
Luca B.

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