28 luglio 2017
Sotto il cielo di Novellara

Attendevo questo giorno da quando, a febbraio, sul palco di Novellara Beppe Carletti durante il concerto della domenica pomeriggio diede l’annuncio che a luglio ci sarebbe stato un concerto dei Nomadi nella piazza di Novellara nell’occasione del festeggiamento di un evento (non precisato).
Immediatamente è scattato dentro di me il desiderio di partecipare.
Andare in terra emiliana è, per me, qualcosa che va oltre i Nomadi, essendo i miei genitori originari di quella terra.
Ritornare in Emilia è legato ai ricordi di tante, belle e calde vacanze estive sull’Appennino Parmense, ai profumi, ai sapori, alla parlata tipica di quelle parti. Emozioni su emozioni.
Ho atteso questa data con impazienza, contando i giorni mano a mano che si avvicinavano, sperando che non succedesse nulla che, all’ultimo momento , mi impedisse di partecipare.
Ci troviamo in otto a partire alla volta di Novellara: io con Sergio, Sandrina e Franco, Milena, Maurizio, Eliana e Federica. Quasi senza accorgersene raggiungiamo la nostra meta.

Lasciati i bagagli in albergo arriviamo in piazza a Novellara. Si circola ancora liberamente, i preparativi per la sicurezza e il palco sono solo agli inizi. Troviamo chi è riuscito ad arrivare prima di noi e ha messo i teli per terra; siamo comunque in buona posizione.
Incontriamo Rosanna, Claudio e Valeria, Elisa.
Dopo pranzo il tempo passa in fretta tra una passeggiata, un gelato e una birra, chiacchere seduti all’ombra sui gradini della chiesa.
Alle diciassette ci fanno uscire tutti dalla piazza per fare la “bonifica”. L’attesa si protrae per circa un’ora. Anche i residenti non possono entrare nella “zona rossa” senza essere sottoposti a controlli. Mentre aspettiamo mi giungono commenti di alcune signore del luogo alquanto contrariate per questi provvedimenti.
Finalmente rientriamo nella piazza, ci dirigiamo verso il palco e dopo un breve sound-cheek non si contano le foto di gruppo e quelle con i Nomadi.
Un’ora prima dell’inizio del concerto siamo già tutti in piedi, ammassati sotto il palco.
Sale sul palco Elena Carletti che, dopo i saluti e i ringraziamenti, ci presenta un ragazzo reggiano di quindici anni, Simone Figliola, campione del mondo juniores di tiro con l’arco. “Terra di talenti musicali e anche sportivi…” dice Elena.
Inizia il concerto con Toccami il cuore. Yuri riempie il palco con la sua carica e il suo entusiasmo che trasmette a tutti noi invitandoci a partecipare. La scaletta si snoda in un susseguirsi di brani a cominciare da Asia in cui Daniele vola con la sua batteria, alcuni pezzi interpretati magistralmente da Yuri come Senza nome, Auschwitz, Il vecchio e il bambino, Trovare Dio. Cico si sbizzarrisce con la sua chitarra e per non uscire dal clichè del suo personaggio reclama la “pausa sindacale” e si fa portare un caffè. Non dimentichiamo Daniele Radice, bassista dei Mano Loca, che sostituisce egregiamente Massimo, infortunato al polso. Ma, dice Massimo “per fortuna l’ugola regge” e si esibisce in una bella interpretazione di Primavera di Praga accompagnato dalla chitarra di Cico. Sergio sempre all’altezza con il suo violino per esaltare e sottolineare la bellezza e l’atmosfera di brani come Auschwitz, Il vecchio e il bambino e l’ormai collaudato duello musicale tra il suo violino e la fisarmonica di Beppe nel Paese delle favole.
Arriviamo al finale con Cisco che si unisce ai Nomadi in Io vagabondo.
Bel concerto, Nomadi coinvolgenti e coinvolti, in cui tutti hanno esaltato le loro capacità strumentali e vocali.

Sabato mattina il gruppo vagabondo si divide. Milena,Maurizio, Eliana e Federica tornano a Novellara, mentre io, Sergio, Sandrina e Franco andiamo a Gualtieri, il paese del pittore Antonio Ligabue. Siamo fortunati perché a Palazzo Bentivoglio possiamo vedere la mostra “L’ossessione dello sguardo. Zavattini incontra Ligabue”.
Visitiamo anche la Casa Museo di Antonio Ligabue, una delle tante dimore del pittore nel suo disperato errare.
La vita di Ligabue, ad un certo punto, si incrocia con quella della famiglia di Giuseppe Caleffi che da un paio di anni ha raccolto in questo luogo oggetti, documenti, video che riguardano questo personaggio che abbiamo riscoperto in aspetti non comunemente conosciuti e che hanno reso veramente piacevole e molto interessante la nostra visita a Gualtieri.
Beppe Carletti dice a proposito di Ligabue:”Io ho sempre accumunato i pittori ai musicisti. Il pittore esprime con i suoi pennelli da un’immagine e la trasmette su un quadro, un musicista, nel mio caso la trasmetto sulla tastiera…”.
Dopo pranzo è la volta di Brescello con la visita al Museo di Don Camillo e Peppone, in una carrellata di immagini e oggetti usati durante le riprese dei film della serie a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta e che ancora oggi sono riproposti in televisione, in cui viene descritto il “mondo piccolo” di Guareschi collegato tra realtà, storia, costume e fantasia anche con il mondo di Ligabue, un “mondo piccolo” di piccoli paesi della “bassa”, nella “piatta pianura” come canta Augusto nella canzone “Dammi un bacio” dedicata proprio a Ligabue.
La nostra “vacanzina” come l’ha chiamata Sandrina è terminata, contenti e soddisfatti delle cose belle che abbiamo fatto e visto in questi due giorni.



Saluti a tutti i Vagabondi
e a tutti coloro che amano i Nomadi…… Patrizia Anell

 

Ciao Vaga

INDIETRO      HOME PAGE