UN CONCERTO IN PRIMA FILA
Ebbene sì,
questa volta i “Vagabondi della Mole” erano seduti sulle “poltronissime”
per eccellenza, ad assistere, felici e contenti, al ritorno dei Nomadi nella
loro città. Lunedì sera, per salutare l’estate, alla vigilia
dell’equinozio d’autunno, siamo sbarcati, numerosissimi, nel parco torinese
di Italia ’61 (area verde creata in occasione del centenario dell’unita’
Nazionale ed oggi abbellito da aiuole fiorite e fontane) dove sorge uno degli
impianti che e’ stato teatro delle Olimpiadi invernali 2006: il Palavela.
Qui, in questa struttura avveniristica, dal tetto alato, opera dell’architetto
Nervi, tutto acciaio e vetro, i nostri beniamini si sono esibiti in uno degli
ultimi concerti della stagione primavera – estate, prima delle meritate
vacanze di ottobre. Non più ghiaccio e freddo (il Palavela e’ sito sportivo
del pattinaggio) ma calore ed entusiasmo da parte del numeroso pubblico accorso.
All’ingresso spiccavano ancora i cinque cerchi olimpici che ci han rimandato
alle notti magiche vissute da tutti i torinesi quando l’entusiasmo per gli
sportivi e gli ospiti turistici provenienti da tutto il mondo toccò il suo
apice: allo stesso modo ci auguriamo che anche questa di notte, in
compagnia di Beppe, Danilo e c., sia prodiga di emozioni e gioia. Ed infatti,
che bel colpo d’occhio vedere la prima fila “Vagabonda” con le magliette
del Fans Club, rosse o blu, le sciarpe e i cappellini non che l’immancabile
striscione!
Per questa coreografia siamo stati anche ripresi dalle telecamere di Rete Sette
Piemonte, una delle più importanti TV locali di Torino che stava confezionando
un esaustivo reportages sul concerto per l’edizione serale del loro Tg. Con le
immagini anche delle brevi interviste fatte a noi fans per spiegare, davanti ad
un microfono le ragioni del nostro essere lì: per seguire i Nomadi certo,
cantare in coro le loro più belle canzoni, ci mancherebbe altro, ma anche per
continuare a fare della solidarietà come i nostri artisti ci hanno sempre
spronato a svolgere, attività che dovrebbe anche essere il punto cardine di ogni fans club che si rispetti. E noi
Vagabondi, come nostra consuetudine abbiamo portato ben 8 scatole di materiale
sanitario, didattico non che abbigliamento sia per i bambini, sia per gli adulti
che ne hanno bisogno.Queste, insieme alle 7 scatole portate un mese fa a
Castagnole per il raduno dei F.C. del piemonte, portano il totale a 15 scatole
confezionate dai Vagabondi nel giro di un mese; un autentico record!
Ma
un concerto dei Nomadi e’ anche un’occasione d’incontrar gente, rivedere
vecchi amici che da un po’ non incontravi, scambiar opinioni con gli iscritti
di altri Fans Club (presenti a quest’appuntamento il “Provincia Granda” di
Cuneo, il “Salutami le stelle” della Val Cerrina e l’onnipresente Aldo
e………. dei Poirinomadi, sempre a caccia di foto magiche da arricchire la
loro personale carrellata su cd) e da ultimo, ma non per ultimo, contattare ed
aggregare nuovi simpatizzanti che potrebbero diventare nuova linfa per il F.C.
di domani. Poi, tra una chiacchierata e una battuta ti accorgi che le luci si
attenuano,preludio
all’inizio dello spettacolo e di colpo le note e le immersioni colorate dei
flash hanno il sopravvento su ogni cosa. “Come potete giudicar” e’
l’avventura di una carrellata di brani che ogni volta emoziona ed affascina.
Dalla combattuta “Una storia da raccontare – all’accattivante Sangue al cuore”, dall’introspettiva “Ci
vuole un senso” alla fantasiosa “Marinaio di vent’anni”, dalla poetica
Ophelia alla sanguigna “Ma che film la vita” via via sino alla solare
“Salutami le stelle” passando per “Marta”, “Jenny”, una commovente
“Ti lascio una parola” ed infine il trittico sempre attuale di “Canzone
per un’amica”, “Dio e’ morto e “Io Vagabondo”. Per ognuna di esse,
come perle di una collana col proprio riflesso, gli strumenti, magicamente personalizzati dai musici, donano un abito confezionato
su misura per l’occasione, quasi a vestire un corpo evanescente fatto
“solo” di parole.
Ciliegina sulla torta di questa grande festa – spettacolo l’ospitata di Cisco, ex voce dei Modena City Ramblers ed ora cantante solista. Coinvolgente e militante ha saputo infervorare la platea con un’inattesa “Bella Ciao”, inno di liberazione contro ogni oppressione, che ha fatto cantare a squarcia gola tutte le gradinate e tutto il parterre. Ebbene sì, per una sera questo palazzetto dello sport culla del pattinaggio artistico e su ghiaccio, ha innalzato le sue vele per librarsi nel vento della libertà e solcare i mari avventurosi delle conquiste esistenziali, per poi trovare rifugio sicuro negli approdi della vita, dentro baie riparate da ogni insidia umana.
Max, the Presi