NOMADI A TORINO CHE AVVENTURA

 

Lo scorso 21 Aprile i Nomadi sono arrivati nel capoluogo subalpino per un concerto organizzato dal Movimento Umanista e che aveva come tema di riferimento la produzione di ordigni nucleari nel mondo. Per dire basta alla proliferazione di strumenti di morte, i nostri beniamini si sono spesi in un incontro emozionante ed atteso con gioia da noi tutti. I Vagabondi poi, avendo già contattato il simpatico responsabile dell’associazione organizzativa, per la prima volta, hanno avuto l’opportunità di allestire il banchetto del Fans club all’ingresso del Mazda Palace ove si svolgeva lo spettacolo.

 Per questo ringraziamo Andrea che si è dimostrato molto disponibile nei nostri confronti essendo oltremodo anche molto contenti per aver conosciuto un’altra goccia del volontariato cittadino, con la quale, anche in futuro, poter collaborare e scambiarsi idee ed opinioni sui temi che ci accomunano e ci spingono ad andare avanti sul cammino indicato anche dai Nomadi. Per l’occasione tutto il Fans club si è mobilitato: abbiamo regalato loro la nostra annata 2006 delle "Parole Vagabonde" opportunamente rilegati in copisteria e assieme abbiam fatto confezionare una fotografia fotomontaggio, con cornice in legno, su tela grezza, di noi Vagabondi ritratti a Novellara in febbraio però con lo sfondo di Torino, la Mole e le nostre montagne. 

Un pensiero veramente carino che, ci auguriamo tutti, sia anche stato apprezzato da Beppe e gli altri componenti del gruppo. Foto di rito nel bailamme generale dei dopo prove e poi via di corsa per la cena, loro, a noi per fortuna il catering dell’organizzazione ci rifocillava con pizza e panini. Alle 21,30, inizio concerto discorso di rito sul motivo dell’appuntamento della serata, con un palco tutto colorato da decine di bandiere della pace unite insieme, la scritta Nomadi sullo sfondo e ai lati, su due mega schermi, passava un video verità sulle brutture della guerra e le conseguenze della produzione di questi ordigni di distruzione e morte. Poi ecco arrivare loro, ad attaccare “In Piedi”, come dire io non ci sto,mi alzo in piedi per contestare, per dire no, al messaggio di morte che la guerra e le bombe portano con se. Un’ovazione immancabile per cogliere l’attimo e non perderlo. A seguire: Stop the world - Il pilota di Hiroshima - Asia - Auschwitz - Dove si và,per quanto concerne il repertorio militante, ma anche una soave Mediterraneo - Ma che film la vita e molte altre per quanto attiene al repertorio classico e d’amore. Insomma un concerto particolarmente sentito da un pubblico numeroso e partecipe, che veniva anche da altre province del Piemonte.

E poi un incontro coi Nomadi vuol dire anche conoscere persone nuove, magari in un contesto particolare che non può sfuggire alla gente più accorta. Un esempio: noi Vagabondi rimasti al banchetto abbiamo notato un ragazzo nel fojer del teatro che invece di godersi il concerto se ne stava seduto su una sedia tutto intento a leggersi un libricino riguardante i Samurai orientali. La curiosità vagabonda non si è fatta attendere e così abbiamo chiesto a lui il perché del suo comportamento: ebbene, arrivava da Biella con moglie e figli piccoli al seguito, ma a lui delle canzoni dei Nomadi importava veramente poco. Abbiano cominciato a chiacchierare saltando da un argomento all’altro e, morale della favola lui non ha finito di leggere il suo libro e noi ci siamo fatti un amico in più con cui ci siamo scambiati già numero telefonico e indirizzo e mail per contatti futuri. Così va il mondo all’appuntamento con la musica dei Nomadi: non un semplice concerto come tanti, di altri artisti, ma sempre sorprese, incontri, chiacchierate e, perché no, piacevoli rimpatriate di persone con cui ti eri magari perso per un po' di tempo, ma che la calamita Nomadi a nuovamente riattivato verso quel centro di gravità permanente che è l’energia positiva
del popolo nomade.


MAX

 

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