Nomadi a Torino, una tradizione che emoziona sempre


E questa volta, li abbiamo avuti in casa! La II tappa del tour Teatrale invernale dei Nomadi ha toccato infatti Torino e, come da tradizione, il Teatro Colosseo. Impossibile non mancare all’appuntamento.
La serata inizia con una “pizza in compagnia” in un locale tattico: di fronte al teatro. Certo! Non possiamo mica correre il rischio di arrivare in ritardo al concerto! Fra una sforchettata e l’altra, un pronostico sulla scaletta teatrale e qualche soffiata da chi ha avuto modo di sbirciarla dalla data precedente, le prime impressioni sulla collezione da poco uscita in edicola, Sandrina descrive i prossimi appuntamenti solidali in cui i Vagabondi saranno coinvolti. E dopo il caffè, si va!
Una volta entrati, ecco Massimo nel foyer salutare i fan e firmare autografi… semplice come sempre!
Attraversiamo il teatro verso le prime file riservate a noi: che emozione sarà vederli così da vicino! Ma fra i presenti c’è un movimento strano e sguardi incuriositi che si domandano: “Che cos’è che ha fatto Stefania? Cosa sta distribuendo?” Potevano forse i Vagabondi far mancare un tocco di colore e di allegria in una data teatrale? Certo che no! Eccoli allora: enormi coriandoli da sventolare durante “Io voglio vivere” che ognuno di noi conserva con cura sotto la propria poltrona per scatenarsi dopo! Già perché in teatro non si possono lanciare “quelli veri” e oltretutto… si deve star seduti. “Resisteremo”? E’ la domanda che ci poniamo in molti. “Sì dai, per loro questo e altro” l’unanime risposta.
Sul palco sono già allestiti biglietti, regalini, e striscioni dei vari Fan Club (avrà poi successo una t-shirt del Torino Calcio che Massimo indosserà fiero a fine concerto: “Macello Granata” la scritta sul petto). Tutto è pronto, mancano solo loro, noi non possiamo far altro che prendere posto.
In orario puntuale, si apre il sipario e si comincia con un esordio di tutto rispetto con “Stella d’Oriente”. “Che strano vedere Cico e Massimo seduti” il mio primo pensiero.
Terminato il pezzo, il saluto di Cico e la lettura del messaggio di benvenuto a Torino scritto dai Vagabondi e poi via, altre canzoni, altre emozioni. Come si immaginava a cena, la scaletta è molto innovativa in confronto a quella estiva: “Vivo forte” in versione Rock-Massimo, “Il profumo del mare” in versione Sergio, poi “Mamma giustizia”, “Senza discutere”, “L’atomica cinese”, “L’angelo caduto”: Bene! non si sentivano da un po’.
Che tristezza però star seduti….abbozzare solamente qualche movimento sincronizzato di gambe e braccia con i vicini. Per fortuna tocca a “Io voglio vivere”… è giunto il momento di far vedere come i Vagabondi sanno distinguersi! Non c’è stato componente che non abbia sorriso vedendo questi coriandoli alternativi colorati alzarsi nelle prime file! E’ stato un successone!
Certo che però star seduti…. Continua a pesare... così… quando arriva la fine del concerto partono gli sguardi perplessi quasi a cercare un’approvazione per fare qualcosa che non si può. E alla fine, anche se contrario alle norme di sicurezza del teatro, con occhiate d’intesa ci capiamo: Alziamoci! E andiamo tutti sotto il palco a cantare “Io Vagabondo” e stare vicino a Loro, fino a che le tende del sipario non si richiuderanno. 
Altra data, altra cascata di emozioni. Probabilmente per molti di noi sarà l’ultimo dell’anno… la consolazione è che fra tre mesi comunque si ricomincerà a Novellara. E in piedi.


Milena


 

 

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