VILLAFRANCA PIEMONTE (TO)

Giovedì 8 dicembre, giornata di festa, siamo in Avvento, in attesa del Natale .In questo clima di “Voglia d’inverno” come cantava Augusto e ha cantato Sergio si inserisce il concerto dei Nomadi a Villafranca; esattamente nell’ambito della prima edizione del “Winter Festival”, una settimana di eventi organizzata dalla Pro Loco .
Il 5 marzo 2010, la nostra band si era già esibita in questo palazzetto, in occasione delle manifestazioni per la sua inaugurazione .
Durante quella serata acquistai alla bancarella dell’ associazione Augusto per la vita il libro “Interviste a Augusto”, appena uscito fresco di stampa!
Allora non facevo ancora parte del fan club, ma seguivo i Nomadi nei loro concerti ormai da diversi anni.
Io e Sergio siamo arrivati molto presto e presi i biglietti abbiamo atteso l’inizio del concerto nel palatenda , abbiamo visto l’arrivo alla spicciolata del gruppo e assistito a un po’ di accordi e vocalizzi pre concerto, scherzato e chiacchierato con alcuni volontari della Pro Loco che in abbigliamento natalizio si preparavano per il servizio di ristorazione, alcuni di loro ancor prima dell’inizio della serata già su di giri cantavano “Io vagabondo”.
A seguire il concerto siamo un bel gruppo di Vagabondi , questa volta un po’ sparpagliati perché nel parterre sono state collocate le sedie, foto di gruppo prima dell’inizio, mentre Cristiano passeggia con il suo piccolo Gabriel.
Loro tra di noi e noi con loro: questa è la “stupefacente” normalità dei Nomadi.
Il palazzetto si è riempito, volti sconosciuti assieme a quelli che vedi sempre ai concerti, anche se non li conosci personalmente sai chi sono e da dove vengono.
In quasi tutti i concerti dei Nomadi a cui ho partecipato ho scoperto qualche canzone del loro repertorio che ancora non conoscevo ed è successo anche questa volta .
Sono sempre molto contenta e soddisfatta alla fine del concerto: per le canzoni , per la musica, per le interpretazioni, per il loro duellante interagire musicale e canoro, carico di energia che trasmette un’emozione dietro l’altra.
Mi godo il concerto in tutti i sensi, lasciandomi trasportare dentro la musica, i suoni, le parole, le espressioni dei volti, dei sorrisi, quasi mi immedesimo in ognuno di loro dentro un mondo fantastico perché anche io mi sento un po’ musicista e cantante .
Apprezzo molto la loro capacità di rinnovarsi, di riscoprire nuovi modi di porgere la musica a noi pubblico, di proporre i brani in una versione più attuale e comunque personalizzata secondo lo stile e le inclinazioni di ognuno di loro.
Sempre coerenti, attenti alle mutazioni della società. Attorno a noi non c’è nulla di statico e loro incarnano bene questo continuo movimento indissolubile con la nostra vita. La musica è una delle espressioni umane in cui questo è molto evidente.
Il finale del concerto è stato degno dello “stile nomade”: infatti in “Io Vagabondo” la batteria l’ha suonata Simone, giovanissimo e bravo batterista della Tribute band “Controvento”. In seguito alla nostra richiesta, Cico ha chiamato sul palco Simone e Daniele gli ha ceduto il posto alla sua mitica batteria.
Una conclusione diversa: loro con noi e noi tra loro con gioia ed entusiasmo, in uno spirito di amicizia e simpatia che non esiste in nessun altro concerto, con nessun altro gruppo.



Un caro saluto a tutti coloro che amano i Nomadi
Patrizia A.

 

 

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