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Per chi vuole ancora
leggere qualcosa sul Tibet....
TIBET:
IL TETTO DEL MONDO
5.000 metri sul livello del mare, circondato dalla catena dell' Himalaya
che i suoi abitanti chiamano "PO"
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AL
DI LA' DELL'HIMALAYA UN PIANETA MISTERIOSO...
Situato
nel cuore del continente asiatico, il Tibet costituisce un insieme geografico
e umano circondato dalle montagne più alte della terra: a sud
la barriera dell'Himalaya, a ovest il Karacorum, a nord i monti Kunlun.
Prima dell'invasione cinese del 1950, il giovane Tenzin Ghiatzo era
stato scelto a regnare, come XIV Dalai Lama, su questo altopiano nel
cuore dell'Asia che offriva paesaggi di travolgente bellezza, immersi
nell'aria rarefatta dei 5000 metri. La prima delle tre provincie, l'Utzong,
a ridosso dell'Himalaya, arida e polverosa, durante il periodo delle
pioggie estive riverdiva nelle ampie vallate lungo il corso del Bramaputra
culminando in maestose cime di oltre 6000 metri. Il Kham, verso est,
si snodava attraverso gole profonde percorse dai più grandi fiumi
dell'Asia, il Mekong e lo Yantze, in varietà di foreste popolate
da orsi, scimmie, leopardi, panda, aquile, che la rendevano la regione
più inaccessibile del Tibet. La provincia dell'Amdo, a nord,
tra le montagne del kunlun ed il lago Kokonor, offriva un paesaggio
spettacolare in cui tutti gli elementi della natura erano combinati
in un modo unico: vasti orizzonti, praterie sconfinate, fiumi, foreste,
in un susseguirsi di montagne, laghi sacri, grotte. I sette milioni
di abitanti discendevano da tribù nomadi di una razza assimilabile
a quella mongola che allevavano yak e pecore, vivevano in basse tende
di feltro e scendevano dagli altopiani soltanto per barattare carne
e formaggio con i cereali coltivati dai contadini. Abilmente conservata,
la carne si manteneva fresca per un anno ed i cereali per un secolo!
Rare erano pure le malattie, poichè l'altitudine inibiva la crescita
di virus e batteri. La donna aveva uno status pari a quello dell'uomo
nel lavoro e nella conduzione della casa, possiede beni personali proprii,
spesso amministra il patrimonio del marito e mantiene senz'altro la
posizione più emancipata tra tutte le donne dell'Asia. Considerato
dalla grande cultura dell'India come la dimora dei suoi Dei e dall'antica
cultura cinese come il luogo mitico dove il saggio Lao-Tze si recò
al crepuscolo della sua vita, il Tibet ha una storia indossolubilmente
legata alla pratica buddista della sua gente. La diffusione del Buddismo
Mahayana, proveniente dall'India verso il VI secolo D.C., stabilì
quali azioni non dovevano essere commesse, la caccia, la pesca e perfino
uccidere un insetto. I "Mani", cumuli di pietra con scritte
sacre, i "Chorten" reliquiari dei Santi buddisti terminati
a guglia, trasformarono il paese in una rete di località sacre
unite da un flusso perenne di pellegrini. Sorgevano i "gompa",
monasteri grandi come città che divennero centri di cultura e
di istruzione. Qui fiorì la cultura tibetana, gli studi superiori
delle Università monastiche, derivanti tutte dal grande corpo
del Dharma. Nei monasteri i discepoli memorizzavano insegnamenti e li
dibattevano anche per venti anni prima di affrontare l'esame finale
di Ghesce o Dottorato in Scienze Divine. Nelle grotte e nelle capanne
situate nei luoghi più impervi del Tibet, assistiti da pochi
discepoli i "gomchen" (eremiti) si ritiravano a meditare in
un ambiente puro e assoluto. I più importanti di tutti i praticanti
religiosi erano comunque i "tulku" o "lama reincarnati",
ritenuti in grado di scegliere il tempo ed il luogo della loro rinascita.
La dottrina sottolineava la temporaneità degli eventi, socialmente
conservatori, individualmente tolleranti, con la cultura incentrata
sul rispetto e sull'amore per ogni forma di vita.
Questa situazione trovò la Cina, quando si accinse ad invadere
il Tibet nel 1950 iniziando una delle più spietate forme di sistematica
violazione dei diritti umani che il nostro secolo ricordi.
FACILE IMPRESA LA CONQUISTA DI UN POPOLO CHE HA COME UNICA ARMA LA NON
-VIOLENZA.
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IL BUDDISMO sentiero della grande compassione
Il
Buddismo è la prima religione universale apparsa nella storia
ed è tuttora una delle più importanti vie spirituali dell'Asia.
Nato nel VI secolo a.C., Siddharta Gautama iniziò la sua vita
come principe nel piccolo stato di Sakyan, 200 km da Benares, ai piedi
dell'Himalaya, dopo diversi anni quattro segni lo indussero a meditare
sul mondo. Decise di abbandonare la famiglia, nonchè il futuro
regno. Studiò con i più famosi filosofi dell'epoca, il
pensiero metafisico era all'apice della sua fioritura, come nella Grecia
contemporanea, ma nulla lo appagava e nulla lo liberava. Decise di dedicarsi
completamente alla meditazione, per sei anni visse in assoluta austerità,
senza alcun risultato, poi un giorno mentre beveva al fiume, scivolò
nell'acqua e fu trascinato dalla corrente fino ad un villaggio dove
un giovane lo trasse in salvo e lo curò. Guarito rimase ad osservare
le acque del fiume Naranjara e si immerse in meditazione, all'alba del
giorno seguente egli raggiunse l'Illuminazione: Siddharta il Principe
dei Sakya, non esisteva più. Era diventato il Buddha, l'Illuminato.
Ben presto il Buddha, la sua Dottrina (Dharma) e la Comunità
dei suoi monaci (Sangha) vennero definiti come le tre Gemme (Triratna),
le tre fondamenta del Buddismo. Il Nucleo della dottrina enunciata dal
Buddha è dato dalle Quattro Nobili Verità: la verità
della sofferenza, della cessazione della sofferenza e del sentiero che
conduce all'Illuminazione. Essendo il Buddismo basato su una tolleranza
senza riserve, si adattò elasticamente ad abitudini mentali e
a sfere culturali diverse, poichè non possedeva nè un'organizzazione
clericale chiusa con al vertice un'autorità indiscussa, nè
una dottrina tassativa e ortodossa.
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XIV
DALAI LAMA S.S. TENZIN GHIATZO = oceano di saggezza
Il
Dalai Lama può essere considerato il simbolo vivente della cultura
Tibetana: è la principale autorità spirituale del Tibet,
nonchè il detentore del potere temporale prima della drammatica
invasione cinese. Viene considerato dal suo popolo e da milioni di buddisti
nel mondo una emanazione di Cenresig, il Buddha della Compassione.
Singolare era la procedura attraverso la quale venivano scelti in Tibet
i Dalai Lama, Vi racconto come avvenne il riconoscimento del piccolo
Tenzin Ghiatzo quale reincarnazione del precedente XIII Dalai Lama.
Nacque il 6 luglio del 1935 a Takstern nella provincia dell'Amdo. Poco
dopo la morte del XIII Dalai Lama, dove giaceva il suo corpo, spuntò
un gigantesco fungo a forma di stella e apparvero ripetuti arcobaleni
in direzione nord orientale e qualche giorno più tardi anche
la testa del defunto Dalai Lama si voltò verso nord-est. Esiste
un lago sacro chiamato Lamo Lhatzo le cui acque avrebbero il potere
di mostrare il futuro, esse manifestarono ai grandi Lama sopraggiunti
la visione di un monastero dai tetti d'oro e di giada, dal monastero
scendeva verso oriente un sentiero che conduceva ad una casa con le
tegole color turchese, un cortile, un bambino e un cane pezzato di bianco
e marrone. Apparvero infine tre lettere dell'alfabeto tibetano che indicavano,
si presumeva, le iniziali del luogo e della provincia esatti. Guidati
dalla visione, i Maestri viaggiarono per mille miglia fino al monastero
Kumbum dai tetti d'oro e di giada, e giunsero ad una casa dal tetto
color turchese e travestiti da mercanti, chiesero ospitalità.
Mentre un cane pezzato di bianco e marrone abbaiava nel cortile, un
bambino corse loro incontro, chiamandoli per nome senza averli mai incontrati
prima e reclamando vivacemente come suo un rosario che il lama più
anziano aveva al collo, appartenuto al precedente Dalai Lama. Il bambino
parlava il raffinato dialetto di Lhasa, citta di residenza dei Dalai
Lama, dialetto che in quella provincia nessuno conosceva. I Maestri
se ne andarono e ritornarono poco tempo dopo e sottoposero il bimbo
a una serie di prove, mostrando gli oggetti appartenuti al XIII Dalai
Lama confusi in mezzo a copie abilmente contraffatte; ogni volta il
piccolo sceglieva quella giusta ed affermava che quegli oggetti gli
appartenevano. Quando partì felice con i Lama alla volta di Lhasa,
aveva soltanto tre anni e mezzo. Giunti a Lhasa vennero fatte ulteriori
prove fra le quali il riconoscimento sul suo corpo degli otto segni
appartenenti a tutti i precedenti Dalai Lama. Da quel momento, Tenzin
Ghiatzo venne considerato supremo capo spirituale e temporale del Tibet.
Studiò scienze, matematica, inglese, filosofia buddista. Nel
1950, in ottobre la Cina comunista invase il Tibet. A sedici anni non
compiuti, Tenzin Ghiatzo fu costretto ad assumere il pieno potere temporale,
cercando un compromesso con i cinesi durato nove anni. Ma nel marzo
del 1959, l'Esercito di Liberazione cinese uccise in un solo giorno
più di 87.000 tibetani: il Dalai Lama fu costretto a fuggire
da Lhasa, seguito da più di 100.000 profughi. Dopo un drammatico
viaggio il Dalai Lama arrivò in India dove ottenne asilo politico.
Dal 1960, Tenzin Ghiatzo, vive a Dharamsala, nell'India settentrionale,
dove svolge un'instancabile attività in difesa del suo popolo
e della preservazione della cultura tibetana. Il S.S. il Dalai Lama
ha praticato la politica della non-violenza, anche di fronte ad una
brutale aggressione, un'attitudine che lo ha portato ad essere insignito
del Premio Nobel per la Pace, nel dicembre 1989, primo cittadino asiatico
a ricevere tale riconoscimento.
Ha toccato il cuore di moltissime persone di differenti culture e religioni,
con la semplicità..
TIBET oggi:
Il Tibet, nazione indipendente con una storia che risale al 127 a.C.
è stato invaso nel 1959 dalla Repubblica Popolare Cinese.
Un milione e duecentomila tibetani, un quinto della popolazione, sono
morti come risultato dell'occupazione cinese. Migliaia di prigionieri
religiosi e politici vengono detenuti in campi di lavoro forzato, dove
la tortura è pratica comune. Uno degli aspetti penosi della dominazione
cinese è stato il "thamzing", durante il quale i tibetani
erano costretti ad autoaccusarsi dei crimini non commessi e ad autodegradarsi.
I bambini erano sovente obbligati ad accusare i genitori di aver compiuto
questo o quel crimine e a colpirli con sassi. Molti genitori, a loro
volta, sono stati costretti a pagare i proiettili usati per ucciderli
e a ringraziare i cinesi per aver eliminato "elementi antisociale".
Le donne tibetane sono soggette tuttora a sterilizzazioni forzate e
a procurati aborti: occorre che i cinesi in Tibet siano sempre più
numerosi e i tibetani sempre di meno. Spesso vengono sterilizzate in
condizioni spaventose, tutte le donne in età fertile di un paese:
radunate a forza davanti a una tenda montata allo scopo, dono costrette
ad attendere il loro turno ascoltando della donna operata all'interno.
Non ci sono anestesie, altissima è la percentuale di donne morte
per infezione, poichè vengono obbligate ad abortire anche donne
in attesa da cinque o sei mesi. Le donne tibetane si rifiutano di partorire
negli ospedali perchè in molti casi il bimbo viene loro sottratto
e considerato "morto durante il parto".
Inoltre il Tibet un tempo pacifico stato cuscinetto tra India e Cina
è diventato una vasta base militare che ospita buona parte della
forza missilistica nucleare cinese, valutata complessivamente in 350
testate nucleari. Esistono numerose miniere di uranio dove la manodopera
è quasi esclusivamente tibetana; parecchie persone che vivono
nei villaggi vicini alle basi atomiche, ai luoghi di interramento delle
scorie nucleari e alle miniere di uranio, sono gravemente malate, mentre
continuano a nascere bambini deformi, i campi non danno più colture,
gli animali muoiono e le acque dei fiumi che attraversano vasti territori
dell'Asia, quali Brahmaputra, sono contaminate da materiale radioattivo.
Le risorse naturali del Tibet e la sua fragile economia stanno per essere
irrimediabilmente distrutte. Gli animali selvatici sono stati sterminati,
le foreste abbattute, il terreno impoverito ed eroso. La deforestazione
del Tibet procede senza sosta del 1963 24 ore su 24. Più di 6.000
monasteri, templi ed edifici storici sono stati razziati e rasi al suolo,
le loro antiche opere d'arte e i tesori della letteratura sono stati
distrutti o venduti dai cinesi. Migliaia di statue d'oro sono state
fuse, trasformate in lingotti e trasportate a Pechino. La Cina proibisce
in Tibet l'insegnamento e lo studio del Buddismo, l'odierna apparenza
di libertà religiosa è stata inaugurata unicamente per
fini di propaganda e turismo. Finti monaci prezzolati popolano finti
monasteri, mentre i monaci e le monache vengono espulsi, maltrattati
e imprigionati. Il Governo Tibetano in Esilio, con sede a Dharamsala,
in India, è stato organizzato secondo principi democratici. Nonostante
la rigida chiusura del Governo di Pechino che si ostina a negare l'esistenza
di una "questione Tibetana", dal 1959 ad oggi il Dalai Lama
ha formulato diverse proposte politiche per sbloccare la situazione
ed avviare un serio negoziato.
A tutt'oggi il Governo di Pechino non ha dato risposta.
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