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AUGURI

MARTINA

SOLIDARIETA' AL POPOLO TIBETANO

LA "NOSTRA BAMBINA"
PRESENTAZIONE ASIA ONLUS

 

”UN’ESPLOSIONE DI IMMAGINI” 3 GIORNI A CASTAGNOLE DELLE LANZE

TUTTA UN’ALTRA ARIA
05-08-2010 ANTRONA PIANA

CHIERI 17 LUGLIO

RIFLESSIONI

UN ANGELO DANZA IN CIELO

CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA

LOANO 12 GIUGNO CHI L'AVREBBE MAI DETTO ?

SOTTO LE STELLE DI PIANFEI
Primo Giugno Duemiladieci

NOMADI LORETO

CASALROMANO 8-05-2010

DIECI ANNI DI PRESIDENZA

IL RICORDO DI UN ATTIMO

AGLIANO TERME FESTA DI PRIMAVERA

NON DIMENTICARTI DI ME 27 MARZO 2010

VILLAFRANCA PIEMONTE 5 MARZO 2010

MUSICA E MISSIONI

NOVELLARA 13-14
FEBBRAIO 2010

A PRANZO CON I "NOMADI"

CAPODANNO CON I NOMADI

 

 

 

 

 

VdM
TORINO

“UN’ESPLOSIONE DI IMMAGINI”
TRE GIORNI A CASTAGNOLE DELLE LANZE

 

IMMAGINE 01 – NUOVE MAGLIE… PER NOI!!!

Un fiume nero, colorato qua e là da un giallo vivo, forte. Un fiume che danza trasportato, sospeso o a volte interrotto da un incontro, un abbraccio, una musica tanto attesa. Così ci siamo ritrovati dopo la calda (per alcuni fredda e umida) estate, noi Vagabondi della mole, che talvolta abbiamo affrettato il rientro per essere presenti a questo appuntamento imperdibile! E nel rincontrarci, nel far riaffiorare qualche splendido brandello di vacanza, ci scrutiamo, o meglio osserviamo attenti, cercando di ‘ambientarci’ a questo nostro ‘cambio d’abito’. Una nuova stagione nomade che comincia con una nuova maglia ufficiale del fans club, e che credo ci renda in questo 28 di agosto ancora più uniti, desiderosi di crescere e ci permette di guardare con orgoglio a questo nostro ‘appartenere’, a questa nostra storia che va avanti ininterrottamente da anni…

 

IMMAGINE 02 – UN BAMBINO DI NOME DANILO

Temerari instancabili di canzoni e vagabondaggio, alcuni di noi sono partiti alla volta del Monferrato già il venerdì, per assistere al concerto dei sempre bravi e grintosi Modena City Ramblers, a cui è stato assegnato il premio ‘Festival Contro’ 2010. Piazza San Bartolomeo, in attesa del popolo nomade si scalda sulle note di ‘Quarant’anni’, ‘Un giorno di pioggia’ e ‘Bella Ciao’. Poi il rientro in campeggio, il più vicino a Castagnole, dove soggiorniamo in questi tre giorni. Così può capitare che il mattino dopo, mentre ti stai riposando ai bordi della piscina (meritatamente tra un concerto e l’altro), che la radio in campeggio trasmetta ‘Lo Specchio ti Riflette’. Alzi lo sguardo e una mamma prende per mano il suo bambino, insieme si avvicinano alla cassa più vicina da dove proviene la musica e la signora sorridendo esclama “Ascolta tesoro… questa è proprio la voce di Danilo!!!”. Poi la testa torna ad appoggiarsi comodamente sullo schienale dello sdraio, la canzone finisce, ma poco dopo senti di nuovo la mamma che chiama il figlio, stavolta con il suo nome… Danilo! Pensi per un attimo che nulla è lasciato al caso, che quel nome al bimbo è stato semplicemente dato da una delle tante fan e che tu in quel momento di strane coincidenze stai prendendo il sole nel campeggio di Agliano Terme!!!

 

IMMAGINE 03 – FINALMENTE… IL CONCERTO

Ognuno lo vive come vuole, come si sente più a proprio agio, in prima fila cantando a squarciagola, in disparte con lo sguardo perso nel vuoto, con una birra in mano chiacchierando con l’amico di turno, saltando ad ogni cambio di ritmo. Ma è il palco il vero protagonista. Immagini vive, ancora nitide che condiscono la serata di dolci armonie e bei momenti a volte perduti nella nostra quotidianità. Il buio, il ‘Nulla’, poi Danilo che con la chitarra intona ‘Lontano’, la luna in cielo che silenziosa ascolta il concerto, Beppe che ringrazia per questo 36° concerto castagnolese, la batteria di Daniele, “l’Isola ideale” di Sergio, le battute di Cico, la maglia e il cappellino granata di Massimo (non gli saranno arrivate brutte notizie?!?), il lenzuolo di Martino con cui ringrazia per questa fantastica avventura, le parole di Danilo che si scusa per l’attesa e invita ad avere pazienza… lui almeno una volta all’anno deve assentarsi per qualche settimana (NO EH!!! ORA BASTA!!!), le decine di striscioni, dediche, regali, le mani alzate al cielo, i coriandoli che vagano in aria, lo spegnersi delle luci ad annunciare a noi tristi, a noi un po’ stanchi… a noi anche un po’ tanto entusiasti e felici che anche questo diciannovesimo raduno è terminato…

 

IMMAGINE 04 – UN POPOLO… CHIAMATO NOMADE!

Un fiume variopinto, colorato qua è là di magliette nere con la scritta di un giallo vivo, forte lentamente si avvia verso l’uscita, verso la strada. Ma c’è tempo per un ultimo saluto, un arrivederci alla ‘prossima’, perché questo popolo… chiamato nomade è già pronto per la prossima! E se uno ha la pazienza e la voglia di fermarsi al centro della piazza e si guarda intorno, si renderà conto di quanto è bello, unico, vario questo “popolo”: chi sta sistemando lo striscione, alcuni ragazzi che corrono al lato del palco nell’attesa di un autografo o una foto, anziani che riprendono le loro sedie e si avviano borbottando verso casa, quelli del condominio che hanno assistito al concerto dal proprio balcone e tirano giù le tapparelle, amici che salutano con un abbraccio, un semplice cenno, quelli che continuerebbero a chiacchierare per ore, le luci delle auto che formano all’esterno una lunga coda, qualcuno che canticchia una canzone da poco ascoltata, altri che dicono rilassarsi fumando un’ultima sigaretta!

Non molte, anzi poche… ma queste sono alcune delle migliaia di immagini che hanno attraversato la mia mente in questi giorni di ennesima VITA NOMADE!!!

  Luca B.

 

TUTTA UN’ALTRA ARIA
05-08-2010 ANTRONA PIANA

Giorno: Mercoledì 5 Agosto 2010 
Ore: 16.50
Luogo: Stazione di Porta Nuova a Torino – binario 17
Destinazione: Domodossola

Dal treno cominciano a intravedersi le montagne e l’afa torinese si fa lontana.
Ospitati dal gruppo delle Famiglie Nomadi Ossolane il clima è da subito allegro e la trepidazione per il concerto aumenta…

Tra chiacchiere, sorrisi, racconti e qualche ora di sonno arriva giovedì mattina, siamo pronti per avvicinarci al luogo del concerto.
Il paesaggio intorno a noi comincia a cambiare, i monti sono sempre più vicini, le dolci curve diventano dei tornanti circondati da boschi, le nuvole sono basse e coprono quasi come in un quadro di Turner il paesaggio intorno a noi, un camoscio si ferma in mezzo la strada, studiando agitatamente il percorso giusto da intraprendere, per allontanarsi da questi umani che si muovono sicuri tra i suoi territori… l’aria si fa decisamente più fresca… e in lontananza si intravede un camion percorrere quelle strette curve…è quel camion…il loro…
Lungo la strada si incrociano striscioni di benvenuto per i nostri cari amici finché, finalmente il cartello ci avvisa di essere arrivati…Antrona Piana 902 m. s. l. m
È ora di mettere i pantaloni lunghi e la felpa…purtroppo le nuvole fitte in cielo e l’umidità data dalla pioggia notturna non ci sono d’aiuto…ma non ci spaventano affatto.

Intorno al palco inizia ad esserci movimento, poi arriva una macchina. È Beppe. Poco dopo da una seconda scende il giovane Martino, poi Massimo e ancora Daniele con il suo camper…stanno arrivando tutti!

i veri colori non si possono coprire...Nel pomeriggio ci si reca al campo per la partita… i Nomadi con le maglie bianco-nere….e anche Massimo (!!!), il quale ci fa subito notare il granata della maglia che porta sotto!
La squadra degli Amministratori della Valle Antrona è combattiva, ma i Nomadi non mollano e vincono. 
Qualche foto e qualche battuta e si ritorna al palco per le prove. Ci sono ormai tutti, manca solo Danilo. 
Noi siamo già piazzati in prima fila vicino alle transenne e ascoltiamo la prova di “Amore che prendi amore che dai”, poi incomincia a sentirsi la fame e la voglia di qualcosa di caldo, perché il freddo è veramente tanto.

Una bella pizza, qualche scherzo e via…è ora…

Ancora una volta è Martino ad aprire il concerto…questa volta con sorpresa mi una dedica una sua canzone da parte degli amici ossolani. 
scaletta del concertoPoi le luci si abbassano, Beppe si siede al Pianoforte e le note di “In piedi” cominciano a scaldare l’aria.
Il concerto prosegue come sempre bellissimo, tra battute e scherzi di Danilo e Cico. Il freddo non si sente più, si canta, si sorride, si lanciano coriandoli, ci si emoziona… 
Molte canzoni si susseguono: “Senza nome”, “Asia”, “L’eredità”, “L’uomo di Monaco”, “Il pilota di Hiroshima”, nel frattempo si sente l’aria cambiare ancora, del piccolo fumo bianco si vede uscire dalla bocca di Danilo e dalle nostre, ma le sensazioni di gioia ed euforia son più forti di quel debole fumo freddo cosi si continua ancora con “C’è un re”, “Santina”, “Marinaio di 20 anni”, fino ai saluti, gli striscioni e la chiusura con “Io vagabondo”. 

Finito il concerto andiamo dietro al palco per fare qualche foto con loro e vederli ancora per qualche minuto, finché si risale in macchina e si riparte. 
Per finire sotto le coperte con le orecchie che fischiano, il cuore che ancora batte e le ossa che tremano!

Giorno: Venerdì 6 Agosto 2010 
Ore: 15.57
Luogo: Stazione di Domodossola – binario 4
Destinazione: Torino

 

Poul… e Max

Chieri, 17 luglio 2010
Racconto di un concerto estivo

Una giornata intensa, una doccia veloce, una cena frugale, prima di ritrovarmi, dopo una settimana vissuta pienamente tra lavoro e afa, a percorrere la strada di Pino Torinese.

Sono solo. Strano! Strano non avere qualcuno con me in auto in questo momento, per scambiare due chiacchiere, condividere musica e parole di una canzone più o meno amata. Ma dentro di me so, che appena arrivato, sarò ‘invaso’ da un’onda di allegria, amicizia, da una passione che ci assale e ci unisce.

Così una canzone di Guccini d’annata e una discesa disseminata da semafori a tempo sono il preludio all’ennesima serata nomade.maglietta Nomade per la nostra ultima arrivata....MartinaE’ nel 1998 che i Nomadi sono stati per la prima volta a Chieri e da allora hanno alternato la loro presenza in questa cittadina piemontese negli anni.

L’asfalto della piazza è ancora caldo da una giornata ‘infernale’, ma con l’andare dei minuti una dolce e lieve brezza sembra volerci dare qualche ora di tregua, non fosse altro che il concerto lo vivo tra canzoni ‘tentate’ di cantare a squarciagola e in continuo movimento cercando di condividere il momento con più persone possibili.

I Nomadi sono li, a qualche decina di metri di distanza, ogni tanto li fisso, li osservo, ascolto con attenzione i loro siparietti. Ogni volta che vedo Danilo, tiro un gran sospiro. Ma lui c’è, è presente, domina il palco, scambia battute (anche quando riceve un regalo molto ‘particolare’), lui non ‘tenta’ di cantare, emoziona cantando con la sua possente voce e la sua immensa anima.

   

‘In piedi’ da il via a quasi tre ore di concerto e particolarmente piacere fa ascoltare canzoni da un po’ di tempo chiuse nel dimenticatoio, come l’Aviatore e soprattutto l’Eredità, canzone degli anni ’90, canzone contenuta nell’album ‘Quando ci sarai’, la cui cassetta ho consumato a forza di ascoltare.

‘Senza nome’, ‘Crescerai’, ‘Il Paese della Favole’, ‘Marinaio di vent’anni’ sono alcune delle tante canzoni ascoltate in questa serata estiva del 17 luglio, che per noi è continuata imperterrita tra risate, scherzi e gavettoni. Come di consueto, al termine di ‘Dio è morto’ è il momento della lettura dei messaggi e degli striscioni. Noi ‘Vagabondi’ oltre ad essere presenti con quello storico dell’Associazione, ne abbiamo preparato uno  per l’occasione, per dare il benvenuto nella famiglia nomade a Martina, nata due settimane fa. A lei e a mamma e papà vanno i nostri migliori auguri di una serena e lunga vita!!!

La Piazza lentamente si svuota, la notte con il suo primo fresco prende il sopravvento su una giornata caldissima. Rimaniamo in pochi. E’ il momento di salutarci, per molti un arrivederci al termine delle vacanze, con appuntamento fisso a Castagnole.

Riprendo l’auto, Guccini mi accompagna ancora una volta lungo la strada del ritorno tra curve e sali e scendi. Penso che un sabato così intenso e afoso non avrebbe che potuto finire così, nel migliore dei modi, con un concerto nomade… e penso anche, che forse è ora di una meritata, lenta e fresca doccia e uno spuntino meno frugale e più sostanzioso della mia veloce cena!!!

 

Sempre Nomadi

Luca B.

chieri

RIFLESSIONI

SONO ISCRITTA AL FANS CLUB VAGABONDI DELLA MOLE DA ANNI, PURTROPPO NON VIVO A TORINO MA NEL CANAVESE E QUINDI NON FREQUENTO LA SEDE. PARTECIPO AI CONCERTI DEI NOMADI QUANDO POSSO, CON MIO MARITO  ED A VOLTE UN PO' PER IMPEGNI E PENSANDO CHE €.18,00 + 18,00 + IL VIAGGIO SONO MOLTI, RIMANIAMO A CASA!
LEGGO PERO' IL GIORNALINO E SOPRATTUTTO I RACCONTI DEI CONCERTI, PER MOLTI ASPETTI LE SENSAZIONI CHE VENGONO VISSUTE SONO MOLTO SIMILI ALLE MIE  IL SENSO DI APPARTENENZA AD UN CIRCUITO DI IDEE E DI SENSAZIONI MI FA PENSARE CHE NON TUTTO IL MONDO GIRA ALL'INCONTRARIO CHE E' POSSIBILE ANCORA INCONTRARE PERSONE "DIVERSE" , "DIVERSE COME ME" CHE APRONO IL CUORE AI SENTIMENTI CHE "SCORGONO" ANCORA LE STELLE NEL CIELO ED IL RUMORE DEL MARE CHE VIVONO I CONCERTI DEI NOMADI COME SE FOSSE IL LORO PRIMO CONCERTO, TROVANDO COSE NUOVE OGNI VOLTA SENTENDOSI GIOVANI, DIMENTICANDO PER UN ATTIMO TUTTI I LORO PROBLEMI.
CIAO ,PATRIZIA ARRIVEDERCI AL PROSSIMO CONCERTO!

UN ANGELO DANZA IN CIELO

L’estate calda appena arrivata non fa respirare, e non solo a Torino, ma anche a quasi 900 metri di altezza (896 per la precisione), nell’Alta Langa, racchiusi e circondati da uno sconfinato verde, che quest’anno sembra ancora più vivace e un sole che finalmente caldo si fa spazio dopo una primavera assai fresca e umida.L'ALBERO DI SERENA ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
Terza edizione di ‘Concerto per un’amica’, dopo quelle del 2008 e 2009. Mombarcaro, piccolo paesino arroccato sulla pendice di un’aspra collina dove ti sembra di poter dominare il tutto e forse ti senti più vicino al cielo. Un binomio quello tra Terra e Cielo, antico, fisico, a volte immaginario. Ma oggi ancor di più un binomio ‘vero’ su cui in qualche modo siamo tutti quanti invitati a riflettere. La Terra dove viviamo, dove ogni giorno poggiamo i nostri passi, ci facciamo sovrastare da una caotica esistenza senza pause, ci arrabbiamo, divertiamo, riflettiamo e a volte ci rattristiamo. E il Cielo che amiamo contemplare, osservare nella speranza che da qualche parte qualcuno ci possa ascoltare. Il pensiero a volte fugge, come in questo momento, oltre l’azzurro, oltre le poche scure nubi presenti e immaginiamo che chi non c’è più da qualche parte possa guardarci, guidarci e anche sorridere vedendo i nostri momenti più spensierati, dolci, buffi.

Ma oggi il cielo è in qualche modo tutto per Lei, per una ragazza che sicuramente avrebbe amato essere qua con noi, ad ascoltare dell’ottima musica e a scambiare opinioni più o meno serie sulla vita, sul mondo.
Serena è da quasi quattro anni che non c’è più, e come lei tante altre persone e soprattutto ragazzi che hanno dovuto lasciare anzitempo questa ‘dimensione’, vittime di una cosa tanto affascinante quanto crudele, la ‘Strada’.

Ma siamo sicuri, in questa dolce atmosfera di festa che ci assale, che qualcuno veramente da lassù ci rende omaggio e partecipa con noi a questa giornata che non deve essere per forza solo un ricordo, ma un insegnamento alla prudenza, alla calma e soprattutto alla voglia di Vita!!!
Dopo la pioggia della scorsa edizione, quest’anno una struttura al chiuso ci ospita, noi e il nostro banchetto presente per il primo anno e pronto a raccogliere fondi per l’associazione l’Albero di Serena, associazione nata nel 2009. La serata è di quelle stellate, le colline e i monti sembrano gli spettatori aggiunti a questi due concerti che ci attendono. I Linea Temporale, ormai di casa e sempre più bravi, che ci allietano con la musica nomade, dalla bellissima e poco proposta ‘Due re senza corona’ a ‘Io voglio Vivere’ prima di chiudere con ‘Io Vagabondo’ cantata tutti insieme. Particolare vedere durante il live lo scorrere sullo schermo delle immagini di Serena, dei Linea e dei Nomadi stessi!
E’ poi la volta dei Radiofreccia Torino, cover band di Luciano Ligabue, artista emiliano, molto amato dalla stessa Serena. E tra una canzone e l’altra la notte scorre veloce. Loro sono eccezionali e infondono la giusta energia e grinta alle ballate che da anni cantiamo e ci fanno sognare…
Prima della canzone finale (Buonanotte all’Italia) tutti sul palco, la presentatrice della manifestazione Fiorella, Davide dei Linea Temporale, Sandra dei ‘Vagabondi della Mole’ che consegna il ricavato della pesca di beneficienza (220 euro) all’Associazione ‘L’albero di Serena’ e ovviamente i genitori di Serena, mamma Flavia, una persona aperta e stupenda e papà Peter (ops… Pier!!!) più taciturno, ma sempre disponibile. 
A loro due va il più grande ringraziamento e il più bello e sincero degli applausi, senza di loro, accompagnati come sempre dal loro splendido angelo che ora danza in cielo sopra di noi, questi momenti carichi di emozioni, a volte indescrivibili, non avrebbero mai potuti essere vissuti...


Luca B.

 

CANTANDO…SOTTO LA PIOGGIA

Sabato 19 Giugno 2010. 
Il calendario ci dice che fra due giorni sarà estate, ma la giornata si preannuncia tutt’altro che calda; le previsioni sono pessime, il buon senso ci dice “non andiamo” poi la passione nomade prende il sopravvento, a Torino c’é un pallido sole e si parte alla volta di Cavenago per assistere all’ennesimo concerto dei nostri cari amati Nomadi
Decidiamo di evitare l’autostrada e dopo 180 Km di strada statale attraversando paesi e borgate dai nomi a volte sconosciuti, arriviamo alla meta. Sono le 15,00 e il cielo è scuro e minaccioso, ma siamo fiduciosi e ci avviciniamo al palco per prendere posto in prima fila, proprio tra Massimo e Danilo. cavenago D'adda ...prima della pioggia
Giusto il tempo di sistemarci dietro alle transenne che il rombo del “tuono dall’alto ci avverte…..” un acquazzone ci coglie all’improvviso; insieme ad altri temerari ci ripariamo sulle scalinate della tribunetta del campo sportivo in attesa che il temporale passi. Il pomeriggio trascorre all’insegna del cielo grigio e la pioggia intermittente, nel frattempo arrivano Beppe, Daniele e Cico. Qualche parola con loro e poi assistiamo alle prove. La gente presente nel prato non è molta, mentre la tribuna comincia a riempirsi. Una cena a base di panini con la salamella e poi lì, in prima fila ad attendere. Non piove più e la gente comincia ad avvicinarsi al palco. 
Dopo la consueta esibizione di Martino (senza pioggia), inizia il concerto con “ Noi non ci saremo” e iniziano a cadere le prime gocce…..
Alla terza canzone inizia il diluvio… siamo in tanti e ormai siamo tutti ben decisi a non muoverci da lì e continuiamo a cantare senza fermarci mai. La pioggia continua e ci accompagna per tutta la durata del concerto, penetra anche attraverso gli impermeabili che non trattengono più l’acqua. 
Dal palco ci ringraziano più volte per la determinazione che dimostriamo e intanto arrivano “Senza nome”, “Io voglio vivere”, “L’isola ideale” per poi arrivare alla “pausa caffè” di Danilo e Cico con “Cammina cammina.” La fine del concerto arriva oltre la mezzanotte, con la consueta lettura dei tanti striscioni sul palco e l’ennesimo ringraziamento a tutti noi, stanchi, fradici ma felici di aver partecipato a questo concerto un po’ diverso dal solito.
Ritorniamo in macchina e prima di partire indossiamo gli abiti asciutti che previdentemente ci eravamo portati. Il riscaldamento acceso ci ricorda ancora una volta che quest’anno l’estate non è ancora arrivata………..

I Vagabondi Ivano e Donatella

 

LOANO, 12 GIUGNO
CHI L’AVREBBE MAI DETTO?


L’aria calda della giornata si scontra con la fresca brezza che proviene dal mare. In lontananza una barca di pescatori segnala la sua presenza con una piccola luce che illumina la notteall’orizzonte. Una cartolina che rappresenta quest’istante a poche centinaia di metri dal porto turistico che da anni è in fase di ampliamento. Un istante quello vissuto guardando verso oriente dal piccolo molo. Loano. 12 giugno. Chi l’avrebbe mai detto?
Chi avrebbe mai detto che in questa località ligure, dove da piccolo trascorrevo con i genitori almeno un mese della mia lunga estate, un giorno avrebbe ospitato questo concerto. Ed eccomi invece qua, in questo luogo da me amato tantissimo e da più grandicello, quando volevo rimanere a casa mia nel mese di luglio per stare con gli amici, anche un po’ odiato. Anzi eccoci qua!!! Noi Vagabondi della Mole, pronti a sfidare chilometri e (per fortuna in parte sbagliate) previsioni meteorologiche, pronti a ‘soffrire’ per una giornata solare in spiaggia (finalmente) e per una cena a base di pesce, ed infine tornare ancora una volta a cantare sotto un cielo stellato le nostre canzoni preferite.
I Nomadi a Loano, quando lo avevo letto, la testa era già là, in Piazza Italia, con il Duomo di San Giovanni Battista a fare da cornice a quella che avrebbe potuto essere una splendida serata di inizio estate, o meglio di fine primavera!
E così è stato! Una giornata rilassante ospiti dei valsusini Enrico e del suo fantastico papà Marco che ci ha sopportato in questa ennesima trasferta nomade.

distaccamento di Torino presente......

Il sole, la sabbia, i piedi bagnati nell’acqua per la prima volta quest’anno, una partita a calcetto, una passeggiata in riva al mare… prima di ‘tuffarsi’ nella ‘notte bianca’ loanese e perdersi nelle viuzze che partono dal budello tra bancarelle stracolme di strani oggetti e musica di tutti i generi.
Un antipasto e un fritto misto di pesce ottimi(ma noi Vagabondi siamo bravi a trovare questi posti) prima di confluire in Piazza Italia, dove alle ventitre in punto parte il concerto. Noi compatti, pronti a farci assalire da oltre due ore e mezza di musica. Amici che si aggiungono nel corso della serata, ridono e scherzano, la fresca birra che ci aiuta a sopportare il primo caldo, forse dovuto soprattutto alle persone intorno a noi, e poi loro, come sempre sul palco a infondere parole, vita e gioia. Anche questa volta a metà spettacolo arriva Irene che si lancia in una bella versione di ‘Un pugno di sabbia’.

Ne viene fuori una serata quasi magica tra loro e il sempre presente popolo nomade. Strano mi sembra essere li, in un luogo non vicino a casa, ma che forse un po’ casa mia ho sempre sentito. Decine di foto, anche con gli artisti, immortalano l’ennesimo concerto vissuto con un’energia incredibile. Poi finita la musica, la gente comincia a disperdersi, chi torna alla propria abitazione, chi si immerge ancora una volta nella lunga notte bianca ligure…
A distanza di una settimana sento ancora nella testa la voce di Danilo, le note di ‘Marinaio di vent’anni’ cantata da Massimo, il chiacchiericcio delle migliaia di persone presenti, il rumore del mare che sbatte e ribatte sugli scogli sotto di me… il molo, da cui per un attimo mi rivedo io, mingherlino, tanti anni fa mentre con secchiello e paletta tento di costruire una pista per giocare con le biglie con le facce dei miei ciclisti preferiti, prima di tornare nel tardo pomeriggio nell’alloggio che mi ospita e seguire mia mamma nelle vie del centro per fare la spesa per cena. E poi arrivare fino in Piazza, si proprio quella, ora quasi vuota, ma tra qualche anno, o meglio tra qualche decennio un luogo che si sarebbe sicuramente riempito di fans, amici, musica, di un concerto che ricorderò e che forse ho atteso nella mia inconsapevolezza fin da bambino. Chi l’avrebbe mai detto! 


Luca B.

 

 

SOTTO LE STELLE DI PIANFEI
Primo Giugno Duemiladieci

Con lo sguardo rivolto al cielo sopra di noi, non possiamo che rimanere meravigliati dalle migliaia di stelle appese là, proprio sopra le nostre teste. Migliaia di stelle che indicano la via, formano costellazioni o più semplicemente illuminano la buia notte che alcuni di noi hanno voluto piacevolmente sfidare.In questo piccolo paese collinare, in territorio Monregalese, stanchi da una giornata vissuta e una serata magica, decidiamo di non prendere la via del ritorno, almeno per questa volta. L’estate è alle porte, l’aria è calda,pianfei ...le prove per alcuni di noi è necessario un sacco a pelo, una coperta, un asciugamano, un marciapiede, altri trovano (giustamente) più confortevoli i sedili dell’auto. Ma non importa aver dormito poco, tanto, bene, male, essersi addormentati dopo chiacchiere, giri di parole, brandelli di ricordi che riaffiorano nella memoria. Il bello è stato ancora una volta condividere un momento, una situazione, alcune ore di un’intensa settimana. 

Questo è stato il finale del nostro concerto nomade a Pianfei, cominciato nel tardo pomeriggio con il viaggio verso il paesino cuneese. L’incontro con gli altri Vagabondi, amici che da tempo non vedevi e con cui avresti tante di quelle cose da raccontare che non ti basterebbe il tempo del concerto intero, persone incontrate e sfiorate tante volte e sguardi nuovi che vedi per la prima volta.
Il sole intanto comincia ad abbassarsi, per noi è l’ora della cena, pane, salame, mortadella e ottimo vino.
Intanto all’esterno del campo sportivo una lunga coda è ancora in attesa di poter entrare, centinaia, migliaia di persone che hanno deciso di trascorrere questa serata in compagnia dei Nomadi.
E sono quasi le ventidue quando sulle note di ‘C’è un re’ ha inizio il concerto, la musica e la voce di Danilo cominciano a diffondersi nella tranquillità di questo paesino. ‘Utopia’, ‘Isola Ideale’, ‘Io voglio vivere’, canzoni ascoltate e riascoltate che continuiamo ad amare e ad ogni concerto a cantare, apprezzare. Che in qualche modo ci permettono di sognare. Sognare bei momenti vissuti, andati. Sognare ed immaginare una vita che verrà, fatta di nuove esperienze, incontri, persone. Sognare semplicemente un mondo leggermente migliore.
Poi quando la mente torna di nuovo a calpestare l’erba del campo ti ritrovi immerso da amici, abbracci, affetto e tutto ti pare in qualche modo già migliore, lasci i problemi dove non devono arrivare e semplicemente ti godi la serata, un bicchiere di birra, di vino (o entrambi), il sorriso di una persona a cui vuoi bene, le note di una delle tue canzoni preferite, Danilo che sta leggendo un bigliettino scritto qualche ora prima e accompagna un particolare (e granata) regalo per Massimo. E intanto il concerto scorre, tanto che quando termina ti senti ancora carico di energia e ‘voglia di vivere’. Avresti voglia di continuare a cantare, saltare… ricominciare. E invece arriva il momento dei saluti, un arrivederci al prossimo concerto, un ringraziamento a tutti coloro (e la lista di nomi questa volta sarebbe davvero lunga) che hanno trascorso e ti hanno ancora una volta sopportato in queste intense tre ore…
Il sole alto in cielo è la nostra sveglia mattutina. Con le ossa leggermente rotte riprendiamo confidenza con il luogo, le strade di Pianfei che la sera prima erano invase da auto e gente, ora sono completamente deserte e silenziose in questo giorno di festa. Una breve passeggiata verso il bar per una buona colazione che ci permette di aprire completamente gli assonnati occhi e riprendere, questa volta per davvero, la strada verso casa, consapevoli di aver avuto la fortuna di vivere un’unica, straordinaria e magica serata… sotto le stelle di Pianfei.



Grazie di cuore a Tutti
Sempre Nomadi
Luca B. 

NOMADI A LORETO… IL SOLITO CONCERTO!

Quando a un amico dici ‘Non vedo l’ora che arrivi questo week end che vado ad ascoltare i Nomadi’, quest’ultimo ti guarda tra incredulità e perplessità e senza che a volte pronunci una sola parola la sua mente è in grado di dirti ‘ma è il solito concerto!!! Ne avrai visti a centinaia!!!’. Ed è allora che nella tua mente invece si formano migliaia di pensieri, qualche altro vagabondo da contattare con cui condividere l’ennesima ‘nuova’ esperienza, la ricerca di materiale didattico, sanitario o più semplicemente qualche giocattolo per i più piccoli da portare sul palco.
loretoPoi arriva il momento della partenza, in questo caso il giorno prima del concerto, il momento dell’incontro con coloro che condivideranno con te certi momenti, in questo caso alla stazione di Trofarello ed infine uno dei momenti più belli, il viaggio verso la meta.
Un viaggio fatto anche di soste, come quelle ‘idriche’, dove ti capita per caso di trovare un’addetta delle pulizie che appena si accorge che indossiamo magliette ‘Nomadi’ ha voglia di raccontare la ‘sua’ storia, quella di una fan nomade il cui papà ha subito un incidente simile a quello di Dante mentre si recava ad una fiera a Campagnola Emilia. Ed è in quell’istante, mentre ascolti, che ti accorgi che quella persona, quella fan ti sembra di conoscerla da sempre, di aver condiviso in qualche modo insieme a lei le stesse gioie, gli stessi dolori, la stessa irrefrenabile voglia di nomadismo.
Ma poi le chiacchiere lasciano di nuovo il tempo al viaggio vero e proprio, alla sosta-pranzo su ‘Una Rotonda sul mare’ a Pesaro, fino all’arrivo a destinazione. Loreto, con il suo centro che si erge sulla sommità di una dolce collina. E’ allora che da buoni vagabondi cominciamo a scrutare il centro, prendere confidenza con il luogo dove si terrà il concerto tanto atteso e la manifestazione ‘Sapori d’autore’ fino ad arrivare alla mostra d’Augusto al Palazzo Comunale dove incontriamo Rosy che ci accoglie calorosamente e ormai ci dice di non essere neanche più stupita di incontrarci e vederci in ogni dove… ma in fondo fosse il contrario che ‘Nomadi’ saremmo!
Poi un altro incontro! Bellissimo! Una signora che ci vede indossare le nostre maglie, ci ferma e ci chiede dove si svolgerà il concerto, noi gli indichiamo il campo sportivo, che si trova proprio sull’estremità più alta di quella meravigliosa collina. La signora rimane un po’ ‘preoccupata’ perché deve portare la sua mamma fin lassù, ed è allora che ci accorgiamo che la mamma della signora è la mitica NONNA JOLE. Così, dopo abbracci e altri racconti e aneddoti vari, grazie al nuovo, fantastico incontro conosciamo l’organizzatore dell’evento, Don Paolo, a cui a fine serata chiediamo di poter avere il posto in prima fila per il concerto del giorno dopo.

nonna iole

Ma la sera del 30 non è ancora finita, ci aspettano l’esibizione dei giovani cantanti alla rassegna ‘Sapori d’autore’ in cui gli artisti devono presentare un loro brano e uno riarrangiato del gruppo di Novellara, per venire infine giudicati niente poco di meno che da Rosy stessa e da Aida Satta Flores.
Il mattino seguente siamo scrupolosamente i primi ad acquistare i biglietti del concerto e Don Paolo ci conferma la promessa fatta il giorno precedente, e il posto in prima fila anche questa volta è assicurato!!!
In attesa degli amici di Torremaggiore continua il nostro lento peregrinare per le vie loretane, ma altri incontri ci attendono, prima il camion ‘Nomadi’ che ci saluta trombettandoci, poi nuovamente ci imbattiamo nella Rosy che ci comunica che alla mostra è presente Sergio. Non possiamo farci sfuggire questa occasione, così ci fiondiamo ancora una volta al palazzo comunale e trascorriamo una buona mezzoretta in compagnia di Sergione tra chiacchiere, qualche foto e risate come vecchi amici che si incontrano dopo tanto tempo. Sarà il fattore campo (perché natio della vicinissima Recanati), ma un Sergio così allegro, gioviale e attivo sia nel pomeriggio, sia la sera sul palco non l’avevamo mai visto. 
Nel pomeriggio è la volta dell’esibizione dei tre finalisti della rassegna, prima della messa in memoria di AUGUSTO e DANTE. Ed infine, ecco, il momento tanto atteso, quello per cui sono stati fatti centinaia di chilometri, decine di incontri, migliaia di parole, lunghe camminate e momenti impressi da tante foto, quello del Concerto dei Nomadi! Purtroppo un acquazzone ci priva di Io Vagabondo, ma a noi fans poco importa, in fondo il concerto non è solo fatto dalle tre ore di musica, ma da tutto quello che ci sta intorno, dalla vita e dalle esperienze in cui ci si imbatte, dai piccoli gesti che viviamo e che ci rendono orgogliosi di far parte di questo mondo, come quello di rincontrare nuovamente durante il rientro in albergo il camion nomade che ancora una volta ci risaluta e sembra volerci dare in qualche modo appuntamento al prossimo, unico e splendido… solito concerto!

 

I vagabondi Michele, Paola, Bruno e Cristiana

CASALROMANO. DOVE CI ERAVAMO LASCIATI…

…in quel tendone, avvolti da un caldo asfissiante di inizio maggio di esattamente un anno fa. Duemilanove. Poche settimane prima di una travagliata estate nomade. Prima di quel finire del mese in cui eravamo rimasti tutti spiazzati, increduli, ma anche speranzosi.

Ed eccoci, un anno dopo! Ritrovarsi, riabbracciarsi, scambiarsi un gesto di saluto nel rivedersi, ma anche un abbracciare nuove persone, nuovi amici che nel frattempo si sono aggiunti a questo lungo viaggio che continua imperterrito giorno dopo giorno.

Stesso punto di partenza. Anzi no. Dall’altra parte della strada, ai margini del Parco della Pellerina dove il Pullman è pronto a portarci in terra mantovana per questo XXII raduno fans clubs.

alla locanda degli artistiStesso ristorante. Ma ci si era trovati talmente bene che sembrava quasi sgarbato non farvi ritorno. Così ci ritroviamo dopo un anno a Cappella de’ Picenardi, in provincia di Cremona, alla Locanda degli Artisti ancora più numerosi, ancora più affamati. E degustiamo un menù a base di affettati e antipasti misti e un ottimo risotto funghi e asparagi.  

Ma gli ultimi chilometri, quelli che ci separano dal piccolo paesino con poco più di 1500 abitanti, nostra meta, Casalromano in provincia di Mantova, ci aspettano. E ad attenderci anche il sole, splendido, quello che nelle ultime settimane si è fatto pregare, si è nascosto senza farsi trovare. Il pomeriggio è allietato dalla partita nella palestra comunale tra ‘Amici dei Nomadi’ e ‘Nazionale Sacerdoti’. La superiorità di quelli in divisa gialla (ecclesiastici) su quelli in divisa blu (nomadi) sembra inizialmente troppa, ma alla fine Daniele e compagni riescono a difendersi nel migliore dei modi e ne è valso un match divertente e a tratti spettacolare e avvincente con belle azioni e parate da entrambi le parti. Il punteggio finale è stato di 14 a 12 in sfavore della squadra di Massimo Vecchi e l’incasso devoluto in beneficienza di oltre 400 euro.  

Intanto, come di consueto, all’esterno del palatenda cominciano le esibizioni delle cover band. Sono presenti con nostro grande piacere ‘Tracce’, gruppo valsusino ascoltato una decina di giorni fa in una magnifica serata a San Giorio.

via dante pergreffiI fans cominciano a prendere posto nelle prime file, per alcuni di noi c’è ancora il tempo per un’improbabile partita a calcio (torello), ma troppi ‘fuori campo’ ci costringono ben presto ad abbandonare le nostre doti sportive e tornare a quelle canore (…e non so quali siano migliori!!!).

La sera scende, il buio avvolge i verdi campi intorno, ed ecco il ‘momento’, quello atteso, dopo l’esibizione di Martino Corti ecco sul palco Daniele, Sergio, Cico, Massimo, Beppe ed infine proprio come un anno fa Danilo, sempre più in forma. E proprio come un anno fa sono le note di ‘Senza Patria’ a dare il via a oltre tre ore di concerto dove cantiamo brani che conosciamo e amiamo, ascoltiamo durante tutto l’anno e che ci accompagnano in momenti di gioia e  ci rallegrano in giornate meno positive. I coriandoli che volano in cielo al momento dell’esibizione di ‘Io voglio vivere’ sono l’ennesima prova di Vita, Energia Positiva, Festa che si è venuta a creare in questa sera dell’8 maggio.

Bello rivedere, dopo Novellara, Irene Fornaciari che con la sua possente voce ci ha regalato ‘Il mondo piange’ cantata due volte e ‘Ho difeso il mio amore’ duettata con Danilo, quest’ultimo ancora una volta da brivido sulle note di ‘Qui’, ‘Senza nome’ e ‘Trovare Dio’.

Poi tutti sul palco per il finale, Martino e Irene, ma anche Mara Maionchi e dopo la lettura delle decine di messaggi e striscioni, ‘Io vagabondo’ chiude anche questa edizione del raduno, già fissato per il prossimo anno nella data del 7 maggio.

Il nostro pullman ora ci attende sulla strada principale. Senza voce e stanchi dopo questa lunga giornata nomade che abbiamo tutti insieme condiviso, abbiamo ancora le forze per scambiarci le ultime battute, riflessioni, idee su ciò che abbiamo vissuto, sentito, provato, prima di addormentarci lentamente lungo la strada che ci separa da Torino. Proprio come un anno fa!

Luca B.

CASALROMANO 08-05-2010  

VENTIDUESIMO RADUNO FANS CLUB NOMADI

Il giorno si avvicina, inizia a salire quella gioia mista a emozione…. è ora….SI PARTE! L’aria è allegra, e il cielo sembra essere dalla nostra parte.

Dopo poche ore arriviamo a Cappela de Picenardi, paesino caratteristico in provincia di Cremona, poche case e poche vie,  quattro passi per stimolare l’appetito e foto di gruppo…Entriamo nella “Locanda degli Artisti”, l’atmosfera non mente fin dai primi minuti e tra buon cibo, buon vino, risate e qualche scherzo arriva l’ora di alzarci da tavola e raggiungere Casalromano.  

 

Al  palatenda c’è ancora poca gente, non sono ancora le quattro….prendiamo i nostri posti   il più vicino possibile al palco e andiamo a vedere la partita dei Nomadi contro la Nazionale Preti….grande tifo e trepidazione anche per un’altra di partita, quella del Toro che ci  viene suggerita in diretta via radio.

Un Massimo Vecchi e Daniele Campani scattanti, una rivelazione anche il grande Barba, ancheENTRA nel sito TORINO FC lui con la divisa azzurra entra in campo…ma i preti non cedono (più fortuna, ha la partita del Toro)! Raggiunge il palazzetto anche Beppe che dalla panchina sostiene il gruppo. Tre fischi ed è ora di avvicinarci alla zona del concerto…

Il concerto si avvicina, la gente aumenta, ed ecco sbucare un pallone e i Vagabondi  partono con una sfida a torello sotto il sole mantovano, tutti un po’ “incriccati” ma sicuramente divertiti finchè iniziano a sentirsi delle note provenire da sotto il tendone….sono arrivati…è ora delle prove!

I Nomadi salgono sul palco per sistemare gli strumenti e le consuete prove audio, manca poco!  

L’atmosfera è quella di un gruppo di amici che si ritrova per festeggiare e divertirsi…le persone intorno sorridono tutte, scherzano e  fanno fotografie di gruppo per essere       sicure di portarsi a casa un po’ delle emozioni di questa giornata, si vedono abbracci di persone che si ritrovano all’ennesimo concerto, nuove amicizie che nascono e perché no (come dirà poi Cico) anche qualche nuovo amore nomade!

Il cielo comincia a scurirsi, cibo053.jpgun panino veloce e via verso il palco…

Si spengono le luci…in sottofondo cresce il Te Deum e sei “figurine” si intravedono sul palco, un coro di tutta una folla si alza tra le note di  Senza Patria…si accendono le luci…è cominciato!

Voci che diventano rauche a forza di urlare, coriandoli che invadono il cielo e tutti noi…      poi le battute di Cico, la voce di Danilo, la grinta di Massimo, il violino di Sergione, le dolci melodie della tastiera di Beppe, i suoni scanditi di Daniele e la dolce voce di Irene Fornaciari…

…poi il concerto finisce, abbracci, impressioni del momento, adrenalina che cala, stanchezza che si fa sentire, baci e saluti...col cuore che continua a battere ognuno risale chi sul pullman chi sull’auto…si torna a casa!

E poi ti ritrovi lì, nel tuo letto con le orecchie che ancora fischiano e le immagini che scorrono…e pensi  mentre ti addormenti a tutti quegli amici, vecchi e nuovi… e a quando sarà il prossimo concerto!

Paul

 

Cappela de Picenardi (CR)

 

 

DIECI ANNI DI PRESIDENZA!!!

Quante cose possono cambiare nella vita di un uomo in 10 anni, quante persone può incontrare un uomo lungo una storia che dura ormai da 10 anni, quanti giorni in allegria, sogni non sempre realizzati, momenti di malinconia e lunghi attimi di felicità un uomo può sfiorare durante il corso di 10 anni! 
Questa volta è una torta alla frutta al centro di un tavolo che ci ha spinto fin quassù, tra il silenzio e la battente pioggia di questo piccolo paese delle Valli di Lanzo. Ma oggi non è il momento di guardare fuori dalla finestra, non importano il tempo e il freddo che avvolgono Traves in questa domenica di inizio maggio. Oggi è il momento di festeggiare un Decennio, tanti sono infatti gli anni in cui Massimo Angeleri è il Presidente del Nomadi Fans Club ‘I Vagabondi della Mole’ di Torino. 

10 anni da presCosì, un fans club quasi al completo, ha deciso di ritrovarsi alla ‘Trattoria degli Amici’ trascorrendo la giornata tra chiacchiere, risate, ricordi e un superlativo Fritto Misto alla Piemontese, venti portate che hanno fatto la gioia degli amanti di questa specialità della nostra regione.

E’ stato al momento della torta che Massimo, oggi in versione anche di ‘zio’, ha potuto spacchettare il suo regalo, ricevendo nella sua incredulità e contentezza, da parte di noi iscritti, una macchina fotografica digitale. (…”E il rullino dove si mette?!?” si sarà subito chiesto vedendo le piccole dimensioni della macchina fotografica, lui abituato a ben altri modelli!).

Ma così potrà finalmente scattare bellissime foto durante magnifiche passeggiate in montagna, attraversando i verdi poggi della ‘sua’ Toscana e perché no, immortalando qualche divertente scena durante le giornate trascorse insieme e i concerti dei Nomadi. Si, perché in fondo le foto portano con se strani ricordi che ogni tanto è bello riscoprire per poter ricalpestare vecchie immagini di vita trascorsa!

E chissà quante immagini nella testa del nostro amato Presidente sono presenti e che ripercorrono questi anni di storia del Fans Club, immagini di sorrisi e spensieratezza, ma anche di pianti e momenti difficili e bui. Di amici incontrati, persi, rincontrati. Di facce allegre, solitarie, pensierose, incazzate. Di serate di festa e di noia, di pace e di burrasca, di musica e di silenzi, di aggregazione e di lontananza.

Quante ‘storie da raccontare’ e quante, perché no, tenere tutte per se. Quanti volti scolpiti lungo le vie di questo decennio e quanti strani, surreali o semplici personaggi hanno fatto parte di questa piccola grande storia che continua ancora oggi! Ma la giornata di domenica non finisce così. C’è ancora il tempo per due chitarre e le percussioni di Franco che allietano il pomeriggio. Le canzoni nomadi e non solo ci rendono ancora più allegri. Qualche piccola stonatura e qualche frase completamente fuori tempo non ci permettono ancora di essere ad alti livelli, ma il tempo smusserà anche questi piccoli e quasi impercettibili difetti! 

Così si chiude un decennio! Ma nel guardare in tutto questo tempo indietro, forse ci sfugge la strada che abbiamo davanti da percorrere, non ci si rende conto della storia da scrivere che abbiamo proprio davanti ai nostri occhi, del decennio che si è appena aperto, che è pronto per essere ‘calpestato’, vissuto. Chissà quante cose possono cambiare nella vita di un uomo in 10 anni, quante persone può incontrare un uomo in 10 anni… quante foto può scattare un uomo in 10 anni e soprattutto quanti bei momenti di vita un uomo può godere, assaporare e condividere in un Decennio!  

Auguri Presidente!!!

 

 

IL RICORDO DI UN ATTIMO
A CENA CON I NOMADI – SAN GIORIO DI SUSA 27 aprile 2010’

E’ quando il giorno dopo ripensi ad un sorriso, ad un abbraccio, ad una frase pronunciata da una persona a te cara, ad una canzone che ti è entrata in testa e non se ne vuole più andare, che capisci che quella che hai vissuto la sera prima è un’altra importante tappa della tua piccola storia personale.

…E quando sei fermo in coda, il semaforo che è rosso, e cominci a battere le mani sul volante e fischiettare un ritornello sentito qualche ora prima, è allora che la mente ti riporta a disegnare nei tuoi più recenti ricordi un palco, dei musicisti, delle tavolate imbandite di cibo, vino e contornate da persone e ‘personaggi’ ora più attenti, ora persi in qualche discorso di fine giornata. E’ allora che torni per un attimo a dov’eri, per un attimo ti ritrovi ad imboccare quello stretto ponte che attraversa la Dora e che collega la statale venticinque con il paese di San Giorio di Susa. Ti ritrovi di fronte ad un palatenda ed entri insieme ad altri amici, innanzitutto per stare in allegria qualche ora, per degustare un ottima cena (complimenti ai cuochi e alle cuoche!), ma soprattutto per immergerti ancora una volta in quella magica atmosfera di passione che è pronta ad investirti e farti cantare, ballare, sorridere…

Mentre consumi lentamente il tuo pasto, ogni tanto alzi lo sguardo, e li vedi, là, seduti come te dall’altra parte del tendone, Beppe Carletti, il ‘Maestro’, Massimo Vecchi, il ‘Musicista’, Rosi Fantuzzi, semplicemente la compagna di sempre. Ti chiedi anche per un momento cosa ci facciano li, ma potresti farti la stessa domanda. E la risposta è la più semplice, sono amici. Si amici, come quelli con cui sei entrato, stai chiacchierando, cenando. Certo, loro magari sono amici un po’ speciali che hanno lasciato per qualche ora le loro case, la loro terra per entrare nei nostri mondi. Che sono venuti fin qua per un’altra bella serata di solidarietà, in occasione della presentazione del libro scritto da Alberto Gedda (anche lui presente) ‘Interviste a Augusto Daolio’, serata organizzata in modo magistrale dal Nomadi Fans Club Valle Susa che ha devoluto l’incasso della manifestazione all’Associazione Augusto per la Vita’.  Ma ovviamente anche in questa occasione non può mancare la musica, quella nomade, quella che noi tutti aspettiamo ancor prima di aver terminato la cena. A far da padroni del ‘palco’ oggi tocca alla Cover Band ‘Tracce’, supportata per la prima volta dagli ‘Archi di Trionfo’. E’ strano vedere Beppe e Massimo seduti a tavola, ed essere spettatori della ‘loro’ musica, delle ‘loro’ canzoni, ma i loro sguardi attenti e fissi verso il palco, quelli divertiti ed entusiasti di noi fans, quelli curiosi degli addetti ai lavori testimoniano la bravura di questo gruppo nato qualche anno fa, la batteria del ‘veterano’ Davide, la bella voce del giovane Simone, il violino di Giulia e la preparazione di tutti gli altri componenti che fanno da cornice e regalano dolci emozioni in questo strano e particolare martedì di fine aprile.

Poi succede quello che tutti i musicisti di cover sognano. Massimo si alza dal suo posto e sale su palco duettando con Simone in una stupenda versione de ‘La mia Terra’.

Sono le undici quando i nostri beniamini lasciano il palatenda salutando i fans e i musicisti che dal palco ringraziano per la grande disponibilità ancora una volta dimostrata e continuano ad allietare la serata con ‘Qui’, ‘Senza nome’, ‘Utopia’, ‘Io voglio vivere’ e tante altre fino alle battute finali. E’ ora anche per noi di rientrare, così riprendiamo le nostre auto, la nostra strada illuminata da una serena notte valsusina di primavera e con ancora in testa i bellissimi momenti vissuti ci avviamo verso le nostre case.

…poi il semaforo diventa verde, le mani tornano ben salde sul volante, si smette di fischiettare, si accende la radio, ci si immette in un’altra coda, ma quel breve ricordo appena tornato alla mente sarà in grado di regalarci un po’ di emozioni e allegria durante tutta la nostra giornata…

Luca B.

 

 

10 APRILE 2010 AGLIANO TERME (AT)
- FESTA DI PRIMAVERA -

Presenti: Danilo Sacco ed i RadioLesa – Michele e la sua band – Gli Orangeproject – Massimo Vecchi ed i Manoloca – Massimo Bubola con Cico Falzone e Daniele Campani.

Si può perdere una serata così? Assolutamente no.

E così con i soliti amici delle ultime scorribande siamo partiti nel tardo pomeriggio alla volta di Agliano Terme ove siamo giunti verso le h. 19,30. Ben organizzata la cosa in quanto in basso al paesello, vicino alle rinomate Terme, hanno creato una vasta zona parcheggio dove lasciare i mezzi di locomozione e prendere i bus navetta che portano in centro paese. Sul pulman ho piacevolmente trovato gli amici del Fans Club Sandrina, Silvia, Cristiana e Bruno. Arrivati in piazza concerto abbiamo salutato altri vari anici, Davide Fracavallo radiolesa della cover band  “Tracce”, Roberto ex cantante dei Sesto Senso, Luca e Gio’ di Lanzo senza le neomamma e futura mamma, lasciate a casa a riposare, Aldo dei Poirimonadi ecc. ecc., abbiamo mangiato panini in attesa dell’inizio del concerto, presentato da Massimo Cotto, stimato giornalista specializzato in interviste e libri in cui intervista personaggi del mondo della musica e legato da amicizia particolare con i Nomadi.I primi a salire sul palco sono stati gli ORANGEPROJECT, irresistibile Gruppo artigiano di Funky Folk che propone brani di sonorità “etnoelettrica” con l’originale supporto del didgeridoo, antico strumento degli indigeni australiani. Una musica quasi esclusivamente strumentale e veramente particolare e trascinante. A seguire un giovanissimo cantante -voce delle Tracce- Simone Quagliata, che ha presentato un suo brano e che sta preparando un Cd sol supporto di Massimo Vecchi. 

Una possibile promessa del mondo musicale.

Quindi è salito sul palco Massimo Vecchi col suo Gruppo “Manoloca”, con cui si diletta nei brevissimi spazi liberi che ha tra un concerto e l’altro dei Nomadi. Spazi liberi che riempie anche con l’andare a pescare e le partite di calcio (è appena entrato a far parte, mi sembra, della Nazionale Cantanti). Mi ha fatto effetto vedere Massimo solamente cantare quello che è il suo genere, il rock. -ha preso la chitarra solo per un paio di brani- ed interpretando anche un paio di pezzi inediti, scritti e musicati da loro. Poi è toccato ad uno storico cantante anch’esso rock degli anni ’60, Michele, che si è presentato con una band di Torino, cantando i suoi maggiori successi dell’epoca e brani del mitico Elvis. Data la sua età (all’incirca credo sia quella di Beppe), se la cava egregiamente. Ma deve piacere il genere, ovviamente. Sicuramente è un cantante più sul melodico che sul rockeggiante. E finalmente arriva il momento tanto atteso, l’arrivo di Danilo con i suoi Radio Lesa, gruppo fondato a metà del 2008 insieme al fido amico Valerio Giambelli, attuale chitarrista del Gruppo Mod Statuto, con cui il Sacco si diletta a strimpellare nei momenti liberi, come il Vecchi. Ma si sa che Danilo ha altre passioni musicali che spaziano da Tom Petty a Leonard Cohen a Peter Gabriel ecc. ecc. e ieri ci ha piacevolmente intrattenuto con alcuni di questi pezzi (non chiedetemi i titoli, non me li sono scritti e non me li ricordo). Anzi no, un paio di canzoni erano di Fabrizio de Andre! Uahho ….. che memoria ! D’altra parte se scrivo mi deconcentro e non seguo come si deve un concerto. Verso fine concerto ecco salire sul palco Massimo, Cico e Daniele (assenti giustificati Sergio e Beppe, in altre faccende affaccendati) per interpretare alcuni successi nomadi con Danilo. Per ultimo scrivo di Massimo Bubola, che io non avevo mai avuto il piacere di sentire, e che ieri sera ha presentato alcuni brani scritti da lui per De Andre’ ed altri cantanti. E’ stata una piacevole sorpresa, dato che ne sentivo parlare da anni dagli amici.

4 nomadi

Alla fine della serata, quasi l’una, ecco salire quasi tutti sul palco per il gran finale rockeggiante e ritmatissimo, tanto ritmante che quando siamo scesi (a piedi perché non c’era più il bus navetta, vista l’ora tarda) giù alle Terme, sentivamo ancora alla lontana la batteria che continuava a suonare, forse anche da sola … chissà …  tanto era l’entusiasmo del pubblico.

Vedere questo pout pourri di cantanti e gruppi di diversi generi musicali, in particolare Massimo e Danilo non nella solita “veste” che conosciamo è stato bello, almeno per me. Mi sono sembrati più come dire “loro stessi”, felici di fare qualcosa di diverso; non legati al solito clichè nomade. Ed anche l’aggregazione con altri musicisti magari meno famosi di loro, questo loro modo di essere semplice è la prova che la musica si fa sempre e con chiunque, basta avere delle affinità musicali anche diverse ma che si incontrano (o scontrano) in quella armonia magica che sono le note musicali, indipendentemente da dove provengano.

Nomade per sempre

                                                                                                          MAPI

 

Danilo e Massimo Bubola

 

 

NON DIMENTICARTI DI ME
27 MARZO 2010

In una fredda e soprattutto ventosa serata di inizio ‘primavera’ (anche se  il tempo meteorologico è più da inizio novembre!!!), la musica dei Nomadi ci spinge alle porte della Val Sangone, nel piccolo comune di Sangano, dove sono stati invitati gli Angeli di Strada, storica cover band della vicina Val di Susa, in occasione degli eventi della Fiera di Sangano.

Ad aprire la serata gli spettacolari, festosi e coloratissimi fuochi d’artificio che illuminano il cielo da una parte e dall’altra della Statale 589 di Pinerolo.

Ma gli Angeli di Strada sono già pronti sul palco e non appena terminato lo spettacolo pirotecnico gran parte della folla si riversa nella piazza del mercato per assistere al concerto. Noi vagabondi, ben piazzati in prima fila ci godiamo queste oltre due ore di musica, parole e soprattutto la possente voce del bravissimo Valentino.

Molte sono le canzoni che fa piacere riascoltare ancora una volta, tra tutte ‘STATUS SYMBOL’, forse da me neanche mai ascoltata nei concerti dei Nomadi e soprattutto la splendida ‘NON DIMENTICARTI DI ME’, suonata in acustico con Ciro alle tastiere e Valentino alla voce, una vera e piacevole sorpresa.

Prima del termine, un meritato caffè per i sei infreddoliti ragazzi sul palco, tra i quali anche il nuovo batterista Emanuele, ex musicista dei Controsenso.

Il concerto si chiude con Naracauli, seguito da un lungo applauso agli Angeli, un ringraziamento per la bella serata trascorsa insieme, ed infine, dopo tanto freddo, da un piacevole rientro nel ‘tepore’ delle nostre case!

 

L’anonimo Luca B.

angeli di strada a sangano

 

Da Novellara

 

 

VILLAFRANCA PIEMONTE 5 MARZO 2010

Non si smetterà mai di dirlo, un concerto dei Nomadi è innanzitutto un incontro con amici, un ritrovarsi, un salutarsi, uno scambiarsi idee, opinioni, un abbracciarsi dopo mesi in cui non ci si è visti. E’ un alzare lo sguardo tra una canzone e l’altra, tra una pausa caffè e una chiacchierata, per vedere se intorno a te si aggirano volti conosciuti, gente vista mille volte con cui avresti solo voglia di scambiare due parole, sapere qualcosa in più su di lui, su di lei, è il constatare che ‘oggi’ chi credevi fosse presente per poterlo riabbracciare non c’è per i più svariati motivi, e questo un po’ ti dispiace. Non importa se il concerto si tiene in un palazzetto, in un campo sportivo, in un palatenda, il popolo nomade c’è! E’ disposto a sfidare l’asfalto caldo e asfissiante d’estate e stradine ghiacciate di piccoli paesi d’inverno. Come questa sera, qua, a Villafranca Piemonte, piccolo paesino di 4800 abitanti in provincia di Torino, prima tappa del tour post-Novellara, post-Sanremo, in questo nuovo palazzetto dello sport che i Nomadi sono stati invitati in qualche modo a ‘battezzare’.     

Il nostro concerto comincia presto, quando da poco passate le 19 sopraggiungiamo a Villafranca e portiamo sul palco oltre al nostro striscione, materiale didattico. E’ poi l’ora di un panino nell’attesa del concerto e dell’arrivo degli altri Vagabondi della Mole. (PS. di cui faccio parte da una anno esatto… Grazie per tutto ragazzi!!!).

Quando si spengono le luci è l’ora dell’esibizione del giovane Martino Corti, ascoltato in quel di Novellara, che propone tre canzoni del suo repertorio.Ma è il suono della batteria di Daniele a far terminare l’attesa di risentire sul palco i nostri Nomadi, che con ‘Sangue al cuore’ danno il via a due ore e mezza di energia e vita. Si continua con ‘La Dimensione’, ‘Lo specchio ti riflette’, la proposta di Danilo di una Bagna Càuda collettiva e l’annuncio che questa sera avrebbero cantato anche il ‘Mastro musicista’ di Novi Beppe e il ‘timido’ batterista di Albinea Daniele, ma fortunatamente (o sfortunatamente) questo ci è stato risparmiato. Sempre toccanti sono ‘Senza nome’ e ‘Lontano’ e un merito anche a Massimo Vecchi che con la sua grinta continua a infondere vitalità e anime roccheggianti a brani come ‘Storie di Mare’, ‘Un figlio dei fiori’ e ‘La Vita è mia’.

‘Salutami le stelle’, canzone appropriatissima in questa stellata e fredda serata a Villafranca, con la sua piazza contornata da storici monumenti, e ‘Ma che film la Vita’ sono il preludio alla fine dell’ennesimo concerto, che personalmente ho vissuto, forse, per la prima volta da vero ‘Vagabondo’ dimenandomi da una parte all’altra del palazzetto scambiando qualche parola e cantando qualche canzone con amici che negli anni ho avuto modo di conoscere e la fortuna di rincontrare, da quelli sempre presenti della provincia Granda, a quelli della ‘mia’ Val Sangone, da quelli della mia seconda patria Val di Susa, a quelli nuovi del Canavese e tanti altri, che mi hanno portato a vivere, anche se brevi, bellissimi momenti di condivisione.      

Ad accompagnarci lungo la via del rientro una limpida luna che sembra appesa al cielo con un sottile filo, una di quelle lune amate e ammirate in tanti dipinti di Augusto, e ovviamente la musica nomade. Silvia sceglie ‘Gordon’, album del 1975. Così le note di ‘Sorprese’, ‘Vittima dei sogni’, ‘Senza discutere’ e anche  i nostri silenzi (dovuti soprattutto al fatto che io e Sandra siamo completamente senza voce) rendono il ritorno ancora più piacevole e si infonde ancora una volta in noi la voglia di ripartire e di riabbracciare un mondo ‘nomade’ che con il passare del tempo amiamo sempre un po’ di più.  

                                                                            Luca B.

 

 

MUSICA E MISSIONI

In una giornata uggiosa, con le strade bloccate al traffico, ci siamo avventurati alla ricerca della parrocchia San Giulio D’Orta, dove si svolgera’ la prima di una serie di manifestazioni denominata “Musica & Missioni”, e, come sempre la musica sposa la solidarieta’. E’ in Ladri di Sogni - Nomadi Cover Band programma il concerto di una nuova cover band Nomadi i “Ladri di Sogni”, nata ufficialmente a fine 2009, composta da tre chitarristi: Gigi – Mattia - Davide, il tastierista Alessandro, il batterista Luca e dal cantante e fondatore della band Gianluca. Il ricavato del concerto che e’ stato di circa 450,00 euro sara’ devoluto in favore del Centro Medico a Tchirozerine in Niger. Appena siamo arrivati Gianluca ci e venuto incontro per salutarci e ringraziarci della nostra presenza, dopo man mano arrivava altra gente, e, all’ora prestabilita e’ iniziata la manifestazione preceduta da alcune foto del centro medico dove molte mamme con i bambini arrivano dopo aver percorso diversi chilometri per farli curare. ladri di sogni A illustrare le varie foto e’ un medico chirurgo, il Sig. Piero che ha prestato la sua opera al centro medico di Tchirozerine. Le luci si sono abbassate e iniziano le prime note di C’e’ un Re e via via tutte le altre come vedrete dalla scaletta, a meta’ concerto vengono raccolte le offerte. Purtroppo tutte le cose belle finiscono presto, dopo alcuni bis e i ringraziamenti sia da parte del gruppo alle persone presenti e ai Vagabondi della Mole, che da parte del parroco, si riaccendono le luci, la musica e’ finita. Non restano che i saluti e, la speranza di poterci incontrare presto. 

Sandrina, Silvia e Franco

SCALETTA:

ladro di sogni
noi non ci saremo
mercanti e servi
la mia terra
una storia da raccontare
primavera di Praga
ma che film la vita
Asia
Auschwitz
io voglio vivere
ti lascio una parola (goodbye)

rotolando va
Gordon
Salvador
ricordati di Chico
la vita che seduce
senza patria
dove si va
canzone per un'amica
Dio è mortoio vagabondo
io voglio vivere

 

 

NOVELLARA 13-14 FEBBRAIO 2010
XVIII TRIBUTO AUGUSTO DAOLIO

“Potrei parlare delle emozioni. Farne un elenco. Si, elencare tutte le emozioni vissute. Ma forse non basterebbe.
Potrei parlare delle atmosfere, degli odori, degli sguardi di tutto quello che ci ha circondato. Ma dimenticherei sicuramente qualcosa, qualcuno.
Potrei allora ricordare le canzoni, le voci, i rumori, i silenzi, ma credo che neanche questo mi soddisferebbe pienamente.
Forse perché questi due giorni sono stati un insieme di tutto questo, una miscela concentrata e immensa di vita calpestata, di strade ritrovate, di amici conosciuti e riabbracciati.”

sosta all' Orso Bruno

Sabato 13 febbraio 2010. H 8:00. Torino. Corso Regina. Freddo.

Si parte. Saliamo sul pullman (caldo, troppo caldo). Con noi gli amici del fans club Valle di Susa. Il viaggio scorre veloce tra risate e giochi, fino ad arrivare a Polesine di Pegognaga, tappa prevista sul nostro percorso per il pranzo alla Trattoria dell’Orso Bruno (per la gioia di Michele… e di tutti noi!!!). Ottimo il pranzo. Splendide le persone. Così, dopo le foto ricordo, deposito bagagli e altri chilometri percorsi arriviamo a destinazione che il sole comincia lentamente a calare (se mai si è levato oggi). Novellara è così come la ricordavo, paesino emiliano con i suoi bassi portici e le sue strade che si snodano dalla piazza centrale verso quella che oggi è la periferia, ma che un tempo era semplicemente la “campagna”.
E’ il momento di un silenzioso saluto ad Ago. Qua non ci sono altre parole da aggiungere. Qua, si che sarebbero del tutto superflue. Ognuno di noi lo ha salutato a suo modo, lo ha ringraziato con le proprie parole, abbracciato con i propri sentimenti.
Sono ormai le 22 quando, dopo l’esibizione di un bravo e interessante Martino Corti, sulle note di “Contro” inizia il concerto. Il palatenda è praticamente pieno. Asia, Senza Patria, Lo specchio ti riflette, Isola Ideale, Crescerai, Gli aironi neri, Ma che film la vita, Mediterraneo e tante altre fanno da cornice a questa meravigliosa serata di musica. Danilo ha mantenuto la promessa, aveva detto che a Novellara sarebbe stato al 110% e così è stato, e forse, molti, anche i più scettici, dopo aver ascoltato una struggente “Trovare Dio”, non hanno potuto far altro che applaudire la forma ritrovata e il carisma del ‘menestrello astigiano’. La giornata di sabato si conclude così, sulle ultime note di Io vagabondo e il Tedeum e un arrivederci al giorno successivo.

Domenica 14 febbraio. H 10:30. Carpi. Stradello Morto. Freddo.

Comincia una nuova giornata, quella del 14, di San Valentino. Ancora un po’ assonnati dalla sera prima, ma entusiasti di abbracciare ancora una volta un nostro mondo che ci ha conquistato, partiamo alla volta di Fabbrico. Un saluto a Dante prima di far ritorno in una carnevalesca Novellara e incontrare Rosi alla Rocca dei Gonzaga intenta a salutare amici e conoscenti e scrivere dediche e autografi sul nuovo libro ‘Interviste a Augusto Daolio’. I Vagabondi della Mole anche quest’anno hanno contribuito devolvendo in beneficenza 300 euro all’Associazione Augusto Per La Vita, presieduta dalla stessa Rosi.

novellara 2010

Il Palatenda ancora una volta si riempie e sulle note di ‘Sangue al Cuore’ inizia la “seconda parte” del concerto. L’ospite atteso è Zucchero, che dopo aver ricevuto il 18° tributo ad Augusto canta ‘Un pugno di Sabbia’, ‘Noi non ci saremo’ e saluta con uno dei suoi bei blues ritmati che esaltano anche le doti di “musicisti” di tutti i Nomadi. Ma la sorpresa che forse più ha colpito è stata la figlia Irene che sulle note di ‘Ho difeso il mio amore’ ci ha regalato con la sua voce e il suo temperamento più di un brivido.
Marinaio di vent’anni, L’angelo caduto, Un figlio dei fiori… e la voce comincia a calare, la stanchezza un po’ a farsi sentire, ma le sensazioni, l’aria che si respira, l’energia che si infonde in noi non ci abbandona nemmeno per un momento e a fine concerto rimaniamo tutti un attimo perplessi, sospesi tra la voglia di far ritorno a casa e quell’eterno spirito nomade che ancora una volta ci costringe a buttare l’occhio sulla prossima data, vicina o lontana, per essere pronti a ripartire...
“Si potrei parlare delle emozioni, delle voci, dei colori, dei suoni, delle idee, ma forse in tutto questo mio girovagare di parole ho raccontato in poco tempo il nostro viaggio, il nostro Tributo, o più semplicemente due giorni della nostra vita.”
Luca B.

nOMADI A SANREMO 2010

ma il mondo piange vorrei sapere perchè il mondo piange....

TUTTO RICOMINCIA!

Emilia Romagna. Novellara. Tutto riparte ancora una volta da qua. Da casa loro. Che però con lo scorrere del tempo è diventata anche un po’ casa nostra. Si, perché quando uno arriva a Novellara non può che respirare per le vie, in piazza, sotto i portici un’aria nomade che ormai ci avvolge, ci coinvolge, ci conosce.

Ma in realtà questa volta il popolo nomade si ferma qualche chilometro prima, a San Giovanni della Fossa, piccola frazione tra Bagnolo in Piano e Novellara. Qua in una grande palestra si svolge il consueto pranzo di inizio anno in cui la band emiliana al completo coglie l’occasione per augurare un buon anno ai propri fans e parlare dei progetti futuri. La novità per molti di noi è rappresentata dalla neve e dagli immensi paesaggi bianchi che si possono ammirare ai bordi delle strade, ‘grandi’ pianure ricoperte da trenta centimetri di neve fresca che rendono questo scorcio dell’Emilia, almeno per oggi, un paesaggio tipicamente alpino. Ma noi sfidiamo anche il tempo, le strade sporche e ghiacciate… cosa non si fa per i Nomadi!!!

i Nomadi con Irene Fornaciari

Con una palestra già gremita (alla fine si conteranno 600 coperti) i primi ad arrivare sul luogo dell’appuntamento sono Mara Maionchi, conduttrice e produttrice discografica, accompagnata da suo marito Alberto Salerno, tra l’altro paroliere di ‘Io Vagabondo’, seguiti da Beppe Carletti. E’ poi la volta di Sergio, Irene Fornaciari che salirà tra poche settimane sul palco dell’Ariston con i Nomadi, e via via tutti gli altri. E’ il momento delle strette di mano, degli autografi, delle foto, prima di sedersi a tavola e consumare l’ottimo pranzo, in cui ovviamente non possono mancare Mortadella e Lambrusco!

Appena il tempo di bere il caffè ed è Beppe a prendere la parola ricordando l’imminente ‘XVIII tributo ad Augusto Daolio’ (non rivelandone però il vincitore), augurando una pronta guarigione alla sfortunata Rosanna Fantuzzi, che purtroppo si è dislocata una caviglia (a lei vanno i migliori auguri da parte di tutto il nostro fans club), aprendo una piccola polemica sui siti ufficiali e non e salutando Silvia, un’amica che ci ha lasciato proprio in questi giorni.

E’ la volta di un sempre più in forma ed elegante Danilo, seguito da Cico e Massimo che ricorda come nel bene e nel ‘male’ il 2009 è terminato e tutti siano ormai consapevoli di aver ritrovato al 100% il loro cantante. Ma l’intervento più piacevole e divertente, forse perché inaspettato è quello del più taciturno Daniele, che si vede suo malgrado costretto a cedere il testimone di Nomade dell’anno a Sergio.

Sul palco si alternano poi ancora la Maionchi, Irene Fornaciari, di cui Massimo dice un gran bene, in particolar modo della canzone che presenterà al prossimo Festival di Sanremo, dal titolo ‘Il mondo piange’, tocca poi a Daniela che parla a nome dell’Associazione Augusto per la Vita, che ha raccolto fino ad oggi ben 543.000 euro e comunica che la prossima borsa di studio di 19.000 euro andrà all’Università di Parma. Gli interventi vengono infine chiusi da Teresa, coordinatrice dei progetti in Madagascar.

C’è ancora il tempo per gli ultimi saluti prima di riprendere la via di casa. Così lasciamo i nostri beniamini che sono quasi le 4 del pomeriggio, le strade sono tornate pulite, finalmente le basse nubi hanno lasciato spazio ad un ancora pallido e invernale sole, ma in fondo ci accorgiamo che il lento e dolce allungarsi delle giornate è l’annuncio dell’inizio di una nuova stagione che ci auguriamo possa ancora una volta portarci a percorrere centinaia di chilometri, condividere migliaia di emozioni, incontrare vecchi e nuovi amici e possa far nascere in noi splendidi sogni e speranze. Tutto Ricomincia!

                                                                         LucaB.

san prospero di modena
CAPODANNO 2010

scaletta concerto

I VAGABONDI della MOLE BRUNO,CRISTIANA,DONATELLA,IVANO,MICHELE e PAOLA, si ritrovano a Villanova d’Asti con destinazione San Prospero di Modena villaggio di Natale , Dove ci sarà il concerto di benvenuto al 2010 con i nostri MITICI NOMADI , appena giunti volevamo subito piazzare la nostra coperta per la conquista della Pole Position, ma salutando alcuni fans ,giunti prima di noi, ci davano una notizia poco rassicurante: il concerto era in forse per motivi organizzativi, e noi increduli chiedevamo conferma a Dinelli, il quale ci diceva che fino alle 16,30 era tutto in forse, ma per nulla scoraggiati e convinti del buon esito della riuscita della serata, ci mettiamo in cerca di ristoro e ci troviamo davanti ad un agriturismo che ci fa deliziare il palato con piatti locali, e dopo la rifocillazione andiamo a Carpi per la sistemazione con relativo riposino in vista del veglione.

il nostro striscione sempre presente

Novellara e il ricordo di Augusto non potevano mancare...

Sempre più convinti della riuscita della serata ci avventuriamo alla volta di San Prospero e avvicinandosi con un po’ d’ansia notiamo, felici, il palatenda illuminato e il furgone del PUNTO NOMADI, così abbiamo avuto la certezza che il concerto si sarebbe fatto.
Alle 22,30 puntuali inizia, con un Danilo quasi irriconoscibile dalla capigliatura alla RENATO ZERO, con la canzone della bambina portoghese e riproponendo poi l’isola ideale del sempre più sorprendente e bravo SERGIONE e via via tutte le altre (segue scaletta).
Alla mezzanotte si brinda tutti insieme, allietando la vista con un sensuale spettacolo di ballerine brasiliane.
Dopo di che riprende subito il concerto che terminerà alle 2.00, noi stanchi ma felici per la riuscita della bellissima serata torniamo in albergo per il meritato riposo.
Al mattino si riparte verso casa, non dimenticandoci di passare da Novellara per portare un saluto ad AUGUSTO, e per una passeggiata sotto i portici del centro con immancabile foto di gruppo davanti alla Rocca.
Mentre torniamo a casa CILIEGINA SULLA TORTA FERMI all’AUTOGRILL di STRADELLA, incontriamo DANILO e CHIARA ci SCAMBIAMO UN SALUTO E UN AUGURIO DI BUON ANNO.

capodanno

 

Ciao alla prossima e ………………………….SEMPRE NOMADI…….

……BRUNO – CRISTIANA - DONATELLA - IVANO - MICHELE e PAOLA

 

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